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LA SETTA
di Michele Soavi

Deludente produzione di Dario Argento. Il prologo è datato anni Settanta: una setta satanica sacrifica sventurati hippies e si ripromette di conquistare il mondo in un futuro prossimo; vent'anni dopo la Germania è sconvolta da una serie di delitti che fan pensare a sacrifici umani, ed è una giovane maestrina del luogo ad essere scelta quale madre dell' Anticristo. Nulla di nuovo e ben poco di entusiasmante in questa prolissa (e tardiva) rilettura di "Rosemary's baby", con la bella Kelly Curtis (sorella dellla più famosa Jamie Lee, diva dell' horror americano di un tempo) nel ruolo che fu di Mia Farrow. L'ottima fotografia di Raffaele Mertes, le perfette creazioni di Sergio Stivaletti ed alcune ardite riprese (alcune delle quali veramente strepitose) strappano l'applauso sul versante della tecnica, ma il misero contenuto artistico è di quelli veramente deprimenti. Tutta fatica sprecata, quindi, anche perchè l' unica cosa notevole (ma sicuramente sfuggita al grande pubblico) finisce per essere la contemporanea presenza nel cast di Giovanni Lombardo Radice e Maria Angela Giordano, entrambi specializzati, ai tempi d' oro dell' horror italiano, nell'andare incontro alle morti più truci; il primo è qui fedele al proprio usuale ruolo di cattivo sfigato (viene freddato da una revolverata in testa dopo aver strappato il cuore di una donna), mentre la Giordano , presenza costante nei trash-horror prodotti dal marito Gabriele Crisanti all' inizio degli anni Ottanta (ricordate "Giallo a Venezia","Malabimba","Patrick vive ancora" e "Zombi horror" ?), muore addirittura due volte (spira dopo essere stata accoltellata e poi resuscita misteriosamente, ma solo per stramazzare poco dopo).

VOTO: 5,5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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