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LA MOSCA
(THE FLY)

di David Cronenberg

Celebre e riuscitissimo rifacimento de "L'Esperimento del Dott.K" di K. Neumann, del 58', a sua volta tratto dal racconto "La mouche" di George Langelaan.
Seth Brundle, un giovane e geniale fisico della materia, invita nel suo laboratorio una giornalista in cerca di scoop, Veronica Quaife, per mostrarle il suo nuovo progetto, una macchina che riuscirebbe a "teletrasportare" la materia. La giornalista, inizialmente scettica, deve poi ricredersi all'evidenza di un esperimento brillantemente riuscito.
Accordatasi con lo scienziato, inizia a documentare le ultime fasi della sua sperimentazione con la volontà di pubblicare un libro che illustri dettagliatamente le fasi della scoperta, una volta terminata. La macchina per il teletrasporto è infatti incompleta; le manca quella parte fondamentale che cambierebbe la storia dell'umanità: la possibilità di teletrasportare esseri viventi. Il tentativo fatto su un babbuino ha dato infatti risultati disastrosi e raccapriccianti, e Brundle comprende di non sapere abbastanza sulla “carne”.
Tra i due, intanto, è nata una relazione che non viene per niente accettata dal cinico direttore del giornale per cui lavora Veronica, Stathis Borans, suo ex amante.
Nei giorni seguenti, Brundle riesce finalmente nell’esperimento con il babbuino. E’ un momento di infinita gioia, guastata però dall’ex amante della giornalista che spedisce al laboratorio la copertina del suo giornale in cui si annuncia un servizio sulle ricerche di Seth Brundle. Veronica, furiosa, corre subito a fermare l’uscita della rivista, ma Brundle non capisce ed ha un attacco di gelosia. Crede che tra i due ci sia ancora qualcosa, e furente decide di provare su se stesso il teletrasporto. Non si accorge, però, della presenza di una mosca con lui nella capsula: ma il computer esegue con successo l’esperimento.
Da questo momento Brundle comincia lentamente, ma inesorabilmente a cambiare. Inizialmente sembra avere energia e forza notevolmente accresciute ma presto si accorge che ben altro sta accadendo al suo corpo. Un progressivo disfacimento gli fa letteralmente perdere i pezzi: gli si stacca un unghia, gli cade un dente, il suo viso si comincia a ricoprire di pustole purulente. Deciso ad indagare su cosa gli stia succedendo, il computer gli rivela l’orribile verità: fusione a livello molecolare-genetico con la mosca presente nella telecapsula. Un mese dopo Veronica torna da lui e si ritrova davanti un essere ripugnante e deforme, che cammina sulle pareti e vomita sul cibo per ingerirlo; la giornalista è disperata ma continua a documentare la metamorfosi. Scopertasi incinta decide di abortire ma Brundle la rapisce prima di farlo. Veronica rappresenta infatti l’ultima speranza per lo scienziato, che vuole teletrasbordarsi con lei per tentare di tornare umano. Stathis Borans tenterà di salvarla nel laboratorio che sarà scenario del finale.
Stiamo senz'altro avendo a che fare con un capolavoro, che amplifica tutte le tematiche tipiche del cinema fanta-orrorifico plasmandole su misura di Cronenberg. Il grande talento visionario del regista canadese regna sovrano, mettendo in luce due caratteristiche molto pronunciate del suo cinema: l’approccio “melò” e l’ossessione della “carne”. Sono questi infatti i leitmotiv dell’intera opera Cronenberghiana, così costantemente piena di sottile tristezza e pessimismo ed al tempo stesso di morbosa curiosità nei confronti di quello che sta dentro e vuole uscire fuori, nei confronti della metamorfosi della carne. L’intera vicenda può essere riassunta come una storia d’amore dal tragico ( e melodrammatico ) epilogo, dove uno dei due amanti è destinato ad un’atroce fine senza che l’altra possa fare nulla per salvarlo; lì dove si sarebbe potuto indugiare sull’effetto “suspence” o su una massiccia dose di splatter Cronenberg mette in risalto l’aspetto profondamente poetico del suo cinema, pieno di protagonisti che lottano con fierezza per un’ideale, pur sapendo di andare incontro ad una sicura sconfitta. Ma il protagonista Cronenberghiano è tenace: Seth Brundle continua ossessivamente a studiare il disfacimento biologico del suo corpo, contemporaneamente attratto e disgustato da quello che scopre.
Così come in Videodrome, il corpo umano, ed in particolare la sua corruzione, rappresenta la riflessione dominante del film. In “La mosca” il corpo è infettato, contaminato da qualcosa di estraneo e profondamente diverso da noi, ma al tempo stesso così tangibile e fortemente reale. Seth Brundle non è paragonabile a Gregor Samsa nella “metamorfosi” di Kafka; il suo cervello è a tutti gli effetti una fusione uomo-mosca che racchiude la razionalità dello scienziato e l’istintualità dell’insetto.
Il film è tecnicamente superlativo: l’ambientazione opaca ed opprimente, la splendida fotografia degli interni, gli strabilianti effetti di make-up su un grande Jeff Goldblum, probabilmente nella sua migliore interpretazione. Degne di nota anche la creatura finale, ottimamente realizzata dal bravo Chris Walas, e la struggente musica di Howard Shore, soprattutto nei titoli di coda.
Un “must” per tutti gli appassionati e non, orripilante, commovente e profondamente ricco di significati; assolutamente da non perdere.
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VOTO: 9

RECENSIONE DI

LUCA DURANTE

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