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KILLER ME
di Zachary Hansen

Interessante horror intimista che s'incentra sulla personalità turbata di un serial-killer. Il protagonista del film, Joseph (interpretato ottimamente da George Foster) studia criminologia ed è tormentato da flashback del suo tragico passato e da voci che risuonano incessantemente nella sua testa. Ogni volta che la sua sopportazione valica il limite, Joseph uccide esseri umani. A sconvolgere l'ordine delle sue giornate arriva Anna, giovane studentessa che s'innamora di lui. L'equilibrio mentale di Joseph, già di per sé fragilissimo, si frantuma ed il “nostro” si trova in balia di sentimenti ingestibili. Affetto, repulsione, paura, attrazione…e le voci tornano a bisbigliare nella sua mente. Girato con pochissimi mezzi, il film in questione è un gelido ritratto di dolore ed orrore metropolitano. L'esordiente Zachary Hansen si dimostra bravo nel gestire una vicenda, che si svolge quasi per intero nell'appartamento di Joseph, dove non c'è un intreccio vero e proprio. Difatti sono pochi gli avvenimenti nel film che ha uno scorrimento lento e che si concentra quasi esclusivamente sul protagonista, cercando di scavare nella sua sofferenza e nelle sue manie. Molto artistica la sequenza del tremendo flashback, che rivela il tragico passato di Joseph. Una scena dura, cruda e shockante che viene resa in modo intelligente, con accurata attenzione alle reazioni psicologiche (di difesa e di fuga dall'orrore) che possono effettivamente scattare nella mente di un bambino. Ottimo il commento sonoro, che si avvale di suoni distorti ed angoscianti, che lo stesso regista ha realizzato personalmente utilizzando uno strumento-giocattolo per bambini della Fisher Price (incredibile come si riesca a fare molto con quasi nulla, eh?). La plumbea e granulosa fotografia è curata dallo sfortunato Neal Fredericks ( deceduto nell'Agosto 2004 a seguito di un incidente) che in passato lavorò anche in “The Blair Witch Project”.

VOTO: 7

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