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Trish e Darry
stanno tornando a casa per trascorrere
qualche giorno di vacanza dal college con i genitori;
i due scelgono, piuttosto che il caos delle autostrade,
una strada più lunga ed isolata, immersa nel verde delle
immense colline della Florida. Paesaggi bellissimi,
aria pulita e interminabili prati custodiscono però
un oscuro segreto che i due ragazzi non riuscirebbero
mai ad immaginare, neanche nel loro peggior incubo.
Di colpo compare nello specchietto retrovisore un vecchio
camion arrugginito che chiede strada e con continue
manovre di disturbo ad alta velocità, tenta di mandarli
fuori dalla carreggiata per poi fuggire a tutto gas.
Quando tutto sembra essere dimenticato ed il tremendo
spavento sembra essere passato ecco che, qualche chilometro
più avanti, i due ragazzi scorgono ai lati della strada
un vecchio casolare apparentemente disabitato; a destare
i sospetti e la loro curiosità è però ancora una volta
il camion, lo stesso che li aveva superati poco prima
e che ora è parcheggiato proprio lì ed ha accanto uno
strano individuo indaffarato a gettare in una specie
di tunnel due sacchi molto somiglianti a due corpi umani
avvolti in lenzuoli sporchi di sangue. Dopo essersi
accorti che il losco figuro li ha riconosciuti e si
è accorto di essere osservato, Trish e Darry scappano
a gambe levate ma, dopo qualche minuto di riflessione,
vengono colti da un rimorso di coscienza e decidono
di tornare indietro per scoprire cosa relmente ci fosse
dentro quei sacchi. E' proprio questo il momento in
cui in ogni film horror "il protagonista fa qualcosa
di molto stupido e viene odiato per questo!". La verità
è a dir poco agghiacciante: il tunnel conduce ad una
cantina di quello che non risuterà essere un semplice
casolare abbandonato ma una vecchia chiesa sconsacrata
che nasconde nei sotterranei numerosi cadaveri mutilati,
orrendamente conservati come trofei di caccia. Dopo
aver scoperto la loro intromissione il misterioso presunto
maniaco inizierà una spietata caccia all'uomo, come
se per lui i due ragazzi avessero qualcosa di particolarmente
prezioso da conquistare a tutti i costi. Più avanti,
con l'aiuto di una sensitiva si scoprirà che in realtà
l'individuo in questione è un mostro-demone-vampiro
che risorge tremendamente "affamato" dagli inferi ogni
ventitreesima primavera per una durata di 23 giorni.
Ogni qual volta sentiranno il ritornello della famosa
canzoncina che fa "...Jeepers Creepers ma che begli
occhi hai.." vorrà dire che lui è vicino e non rimane
altro che scappare. Un horror, che è stato definito
da molti come "spaventoso" e "terrorizzante" è apparso
invece pressochè ridicolo, senza trama e come al solito,
spiluccato da alcuni dei più grandi capolavori del cinema
horror-thriller che si siano mai visti. Citiamo doverosamente
i due titoli principali che ci sono venuti in mente
sin dalle prime scene e cioè "La notte dei morti viventi"
di George Romero, il cui dialogo iniziale in macchina
tra fratello e sorella nei pressi di una strada praticamente
deserta è stata per Salva (per sua stessa ammissione)
una palese fonte di ispirazione e "Duel", il primo indiscusso
"capolavoro" di Steven Spielberg, un thriller essenziale
e angosciante in cui un vecchio camion perseguita letteralmente
un povero automobilista per tutto il viaggio facendolo
quasi impazzire ed incutendo nello spettatore una tensione
incredibile dall'inizio alla fine (cosa che a Jeepers
Creepers non riesce mai). Altro che canto del diavolo,
avrebbero dovuto intitolarlo "Jeepers Creepers- Il Ronfare
del Pubblico"... Eh si, è proprio difficile fare un
bel film horror oggi giorno, ma farlo tanto brutto era
quasi un'impresa più ardua. Complimenti a Victor Salva
che ce l'ha messa davvero tutta e ci è riuscito alla
perfezione partorendo questo film che passerà alla storia
come l'ennesimo horror insignificante di questa stagione.
I protagonisti sono guarda caso due teenager che, sulla
scia di "Scream", "Nightmare" e "So cos'hai fatto" cercano,
senza successo, di farsi strada nei cuori degli appassionati
dell'horror giovanile risultando piuttosto inespressivi
e con doti recitative da soap opera. La creatura che
risorge ogni 23 anni per mangiare occhi per vedere,
polmoni per respirare e cuori per vivere (tanto per
citare qualcuna delle numerose assurdità del film) è
totalmente senza senso. Perchè il demone compare proprio
al risuonare del motivetto che poi da il titolo al film?
Forse perchè il regista era a corto di idee e non gli
veniva in mente come intitolare questa accozzaglia di
idee confuse che risulta essere Jeepers Creepers? Ma
non è finita qui...le sembianze della creatura sono
umane ma ha sul volto come una specie di corazza che
lo fa somigliare ad un gigantesco scarafaggio che se
ne va in giro con una specie di ascia uncinata a massacrare
le sue vittime, guidando magistralmente un enorme camion
fischiettando quà e là la "famosa" canzoncina. Come
se non bastasse questo fatidico mostro demoniaco ad
un certo punto tira fuori anche un bel paio di grosse
ali plastificate color avorio (?!) da pipistrellone
draculiano e si allontana volacchiando con la preda
tra i denti. Sembrava una di quelle creature che costruivamo
da bambini con la scatola della fabbrica dei mostri.
Numerose e fragorose le risate riservate a queste chicche
che dovrebbero essere di un film del terrore! Viva la
faccia di Freddy Krueger, che sarà pur bruttissima,
ma di sicuro effetto e fascino; andate a chiedere a
Robert Englund se è contento o meno di aver recitato
con addosso i panni del mostro di "Nightmare"! Meglio
per lui che non si veda la vera faccia dell'attore che
interpreta il diavolo in Jeepers Creepers; il volto
di Jonathan Breck (colui che giace sotto la maschera)
eviterà così di essere associato a questo brutto film.
Veramente una delusione quest'ultimo lavoro del regista
californiano Victor Salva. Torna infatti sul grande
schermo, dopo il brutto episodio di pedofilia risalente
al 1981 che gli ha quasi stroncato la carriera, ripresentandosi
ancora una volta con un film prodotto e realizzato con
lo zampino di Francis Ford Coppola (l'American Zoetrope
fa capo a lui). La collaborazione tra i due iniziò nel
1988 con "Clownhouse" un piccolo capolavoro di suspance
senza squartamenti sangunolenti per cui Salva viene
ancora stimato e ricordato dagli appassionati del genere;
nel 1995 il regista tornò sugli schermi con il piacevole
"Powder-Un incontro straordinario con un altro essere",
quasi una favola fantascientifica che narra di un ragazzo
albino che si ritrova degli strani poteri dovuti alla
carica elettrica che si porta addosso frutto di un fulmine
che colpì la madre quando era incinta. Forse erano gli
ultimi residui di talento che gli erano rimasti...avrebbe
dovuto fermarsi lì. Ah dimenticavo di dire che è già
in fase di realizzazione (purtroppo) l'immancabile ed
inevitabile sequel, diretto ancora da Salva, e che stavolta
avrà come sventurate vittime un intero pullman pieno
zeppo di giocatori di basket e cheerleaders. Chi è ancora
in tempo si metta in salvo da entrambi.
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