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ISOLATION
di Billy O'Brien

Dall'Irlanda giunge una lieta sorpresa, un horror cupo e crudele, pessimista e soffocante. Una fattoria sita su un'isola è in crisi economica. Per ovviare alle magre finanze, il proprietario permette ad una coppia di scienziati di effettuare esperimenti genetici sulle mucche, al fine di renderle più produttive e robuste. Ma qualcosa va storto ed un'orrenda mutazione s'innesca nei bovini, che daranno alla luce una bruttissima sorpresa. Diretto con uno stile molto personale ed eccellente tecnica dall'esordiente O'Brien (in precedenza aveva realizzato solo cortometraggi), il film in questione riesce a creare un'atmosfera estremamente cupa dove la fotografia, dura e notturna, e le scenografie che trasudano umidità e viscidume ammantano le immagini di un alone estremamente minaccioso. Sorretto da un cast in ottima forma, “Isolation” regala attimi di tensione, specialmente nella prima parte in cui l'orrore matura con lenta progressione. E' un peccato però che la sceneggiatura scelga di incanalarsi sui binari dell'horror debitore di “Alien” e che si assista, nella seconda metà di film, alla classica caccia alla preda, dove uomo e mostro si scambiano a turno i ruoli. Probabilmente il battage pubblicitario, durante la pre-produzione, del neozelandese “Black Sheep”, che narra di pecore mutanti, avrà influenzato in parte la scelta di usare un animale come la mucca in “Isolation”, per stuzzicare bizzarre fantasie negli spettatori, abituati ormai a creature sempre più improbabili nei recenti film horror. In parte avrà avuto il suo peso la cronaca nera degli ultimi anni, col triste caso della malattia della “mucca pazza” e il potenziale fascino morboso che la cosa poteva esercitare sull'audience. Ma quel che è certo è che “Isolation” prende, fin dalle prime immagini, distanza sia dai toni demenziali di “Black Sheep” che dall'exploitation sull' encefalopatia spongiforme, per imboccare la strada dell'horror cupo e violento. Eccellenti gli effetti speciali e gli animatroni ad opera del trio Parker/Roberts/McIntyre e robusta la dose di splatter nella pellicola. “Isolation” è in definitiva un buon film che coinvolge e provoca più di un brivido nello spettatore; un ottimo esempio della forza del cinema horror europeo, nel caso specifico di quello irlandese (siamo su altri lidi rispetto al molle “Boy eats girl”), a cui è venuto a mancare solo un pizzico di originalità e coraggio in più.

VOTO: 7

 

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