Bizzarro horror indipendente a base di vampiri e tematiche "sociali" che, dopo una partenza piuttosto faticosa, prende decisamente ritmo e diverte. Una famigliola americana sgangherata vive fra mille difficoltà in un quartiere povero. Come se non bastasse una sera, in pieno black-out, il padre di famiglia rientra a casa notevolmente "cambiato". Infatti l'uomo ha contratto il morbo del vampirismo ed inizia a diffonderlo in tutto il quartiere, partendo proprio dai suoi familiari. Girato in digitale, con un budget risibile, "Immortal Ecstasy" soffre di molte pecche tipiche del cinema ultra-low-cost, a partire dalla brutta fotografia, passando per l'editing video dozzinale, per finire con la recitazione che lascia molto a desiderare. Nonostante ciò, il film funziona. La prima mezz'ora è debole, lenta e approssimativa ma poi, quando esplode l'orrore, il ritmo sale di colpo ed una serie di trovate di sceneggiatura s'incastrano rapidamente, riuscendo a coinvolgere lo spettatore. Ironia e splatter si amalgamano bene e non mancano momenti di effettivo impatto. Si respira una strana atmosfera nella pellicola, che in certi frangenti rimanda molto all'horror anni '80. Nella sua bizzarria, il film è però più stratificato di quanto si potrebbe pensare. Il quadro in cui si svolge la storia è di degrado sociale, di pregiudizio, violenza e razzismo e i due protagonisti, che si muovono all'interno della vicenda, sono una ragazza lesbica ed un ragazzo di colore. I due sono vittime del sistema che schiaccia l'individuo, dell'odio infondato e della paura verso la diversità e sono al tempo stesso il simbolo dell'impari lotta nei confronti del male rappresentato sia dalla società umana (piena di tutti suoi pregiudizi) sia dalla nuova razza di vampiri (una nuova forma di potere ancor più totalitario). Questo sottostrato di denuncia si fonde bene con l'azione e con l'horror ed il regista Desi Scarpone dimostra di avere doti ed idee interessanti. Sarebbe bello vederlo all'opera, in futuro, con un budget e dei mezzi un pizzico più consistenti.