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IL CARTAIO
di Dario Argento

Un pazzo omicida, che si fa chiamare “Il cartaio”, sfida la polizia di Roma ad un crudele gioco. Egli infatti vuole giocare una partita a poker, tramite un interfaccia on-line, ove la posta in palio è la vita delle donne che cattura. Una giovane poliziotta ed uno sbirro inglese inizieranno la sfida con il folle…Questo è lo spunto di partenza per l’ultima fatica di Dario Argento. Bene, lasciatemi subito dire che non ci troviamo dinanzi ad un capolavoro. I primi venti minuti de “Il Cartaio” mi hanno lasciato esterrefatto per l’assoluta impostazione da fiction televisiva e per la regia del tutto impersonale. Se si toglie la scena in cui i poliziotti analizzano un cadavere (disturbante e ben realizzata) ben poco resta da salvare. I dialoghi deliranti, il terribile doppiaggio (tra l’altro il film è stato girato direttamente in lingua inglese) e la recitazione approssimativa la fanno da padroni. Poi il ritmo sale un po’ e Argento riesce a creare attimi di tensione. Anche se in modo altalenante, il film imbocca la via della narrazione scorrevole e si lascia guardare fino al finale. Questo però non basta a tenere a galla la pellicola, la cui confezione è mediocre (pessima la fotografia) e che risulta oltretutto priva degli omicidi “coreografici” a cui Dario ci ha abituato (mancanza d’ispirazione?Paura di censure? Chissà…). Aldilà della sceneggiatura farraginosa ciò che colpisce è l’assoluta penuria di mezzi ed anzi, in talune situazioni, Argento si comporta egregiamente col pochissimo materiale a disposizione. La cosa dovrebbe far riflettere…è palese come ormai il cinema italiano stia annegando (o è già annegato???) e come solo la televisione imperi e spinga ad investire cifre assolutamente irrisorie per un film destinato alle sale. Parliamoci chiaramente: “Il Cartaio” ha un budget da barzelletta, di poco superiore a quello investito in una qualsiasi puntata di “Distretto di polizia”. Ho detto tutto…

VOTO: 4,5

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