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L'ULULATO
(THE HOWLING)
di Joe Dante
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Buon B-movie
che trasferisce il mito del lupo mannaro nella metropoli, con
un'iniziale lettura moderna del classico personaggio dell'immaginario orrorifico, e poi ribalta il tutto divenendo
un favola horror nerissima, ambientata nei boschi. Gli
effetti speciali di Rob Bottin hanno dello straordinario,
con tanto di impressionanti trasformazioni che anticipano, di pochi mesi, le altrettanto sbalorditive mutazioni di "Un lupo mannaro americano a Londra". La vicenda vede una giornalista televisiva, che ha contribuito (rischiando la vita) alla cattura di un serial-killer, rifugiarsi in un ameno paesino di montagna per riprendersi dallo shock. Ma l'atmosfera del posto è inquietante e sembra che le persone chue ruotano intorno a lei e al marito non siano esattamente normali. Difatti trattasi di licantropi, un intero villaggio votato all'odio verso l'uomo e alla conservazione della razza. Il ritmo
è cadenzato dal regista Dante con sapienza, fino al climax
finale in cui tutte le verità vengono a galla con una progressione di orrori e mutazioni. Fatta eccezione per alcune lievi cadute di ritmo , a causa soprattutto di una sceneggiatura originale ma non priva di falle,
"L'ululato" si rivela un film divertente , con alcune ottime soluzioni narrative e che fa del suo piatto forte sicuramente gli eccellenti effetti animatronici.
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VOTO: 7
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