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Horror Giapponese
carico di simbolismi e permeato da un'atmosfera asfissiante.
La vicenda ruota attorno ad una giovane proiezionista
che lavora in un cinema e che vive in maniera umile
e riservata. Ma la sua timidezza s'interrompe di colpo,
non appena lascia il posto di lavoro ed impugna
delle cesoie, con le quali si dedica al massacro di belle
donne. Una sua discinta amica le fa conoscere un uomo
d'affari che ben presto diverrà suo amante. Ma questo
rapporto amoroso causerà la gelosia della sua amica
e condurrà le due ad un mortale duello finale all'arma
bianca. Visivamente assai affascinante il film si avvale
di una fotografia che alterna colori gelidi ed asettici
ad altri bollenti, in grado di trasmettere un angosciante senso di follia. Incredibile
il duello finale, fra le giovani, che si svolge fra un turbinio
di lenzuola bianche, che si tingono rapidamente di rosso.
C'è da dire che a tratti la pellicola risulta difficilmente
comprensibile soprattutto a causa degli eccessi in simbolismo
di Hashimoto. La figura della giovane assassina è dipinta
in modo non troppo coerente poiché in principio
viene figurata come una repressa criminale e poi scivola verso
un vittimismo penoso. Inoltre durante il corso del film
compare spesso un bambino, il cui ruolo nella storia
non è molto chiaro. Ma aldilà di queste sortite apparentemente
"incomprensibili" (frequenti nelle pellicole horror, di stampo più simbolico, provenienti dal paese del sol
levante) restano indubbie le capacità tecnico-stilistiche del regista Hashimoto
.
Infine considerevoli sono anche le scene splatter, non
frequentissime, ma di sicuro effetto specie nell'allucinante
parto finale ,durante il quale, dallo stomaco di una
ragazza emerge la testa deformata di un uomo!.
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