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HATCHET
di Adam Green

Ben e Marcus sono due amici in vacanza a New Orleans che si aggregano, all'ultimo momento, ad una bizzarra comitiva per un tour notturno nelle “paludi dei fantasmi”. A seguito di una manovra azzardata con la barca finiranno arenati lungo la sponda del fiume, ma il peggio deve ancora arrivare. Difatti i “nostri” diverranno ben presto prede di Victor Crowley, mostruoso assassino creduto leggenda, ma in realtà più vivo e cattivo che mai e deciso a far lavorare sodo la sua ascia. Commedia splatter statunitense a basso budget, datata 2006, attorno alla quale si era creata una certa aspettativa, grazie anche ad un'ironica campagna pubblicitaria, ma che purtroppo delude abbastanza le attese. La commistione fra comicità ed horror soffre di mancanza di equilibrio e mai si amalgama completamente, pertanto si assiste ad un film diviso in blocchi che alterna, non sempre con successo, sangue e risate. Sorta di omaggio/revival dello slasher anni '80, “Hatchet” recupera piacevolmente certe atmosfere e molti stereotipi del sottogenere ma, proprio come la maggior parte dei suoi modelli d'ispirazione, durante il suo sviluppo finisce con l'appiattirsi. Il cast non è affatto disprezzabile, con una buona prova del protagonista Joel Moore e la presenza di Robert Englund e Tony Todd, in piccoli camei, e Kane Hodder (il Jason dei capitoli, di fine anni '80, della saga “Venerdì 13” ) nei panni del deforme Crowley ma alla regia di Green, aldilà della più genuina passione, sembra mancare il nerbo necessario per tener costantemente alto il ritmo della vicenda. Bagno di sangue nella seconda parte della pellicola, con buon lavoro da parte del mago degli fx John Carl Buechler che non lesina in sventramenti, decapitazioni e amenità assortite anche se il make-up del mostruoso Crowley è eccessivamente grottesco, risultando più buffo che spaventoso. Se siete in cerca di uno splatter senza pretese potreste divertirvi, altrimenti passate oltre.

VOTO: 5,5

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