Ha avuto buon fiuto il bravo Sam Raimi nell'intravedere nel nipponico "Ju On" una possibile fonte dalla quale trarre il solito remake americano di un film horror orientale. Si perchè oggi, a quanto pare, gli americani sono a corto di idee e spesso non sanno far altro che attingere a piene mani da chi, di cinema di genere, forse al momento ci "capisce" di più. Una volta pronto il soggetto, sfruttata la popolarità di una attricetta molto in voga nel pubblico giovanile di oggi: la Sarah Michelle Gellar di "Buffy: l'ammazzavampiri", qualche "rivisitazione" alla sceneggiatura ( soprattutto per poter dar maggiore spazio al personaggio della Gellar ), l'ingaggio dello stesso regista del predecessore , qualche aggiunta di banali clichè standard per rendere il prodotto appetibile alle masse, ed ecco pronto, in men che non si dica, questo "The grudge". Purtroppo, come sappiamo, a volte non basta avere a disposizione le pietanze migliori per preparare un buon piatto: occorre che ci sia qualcuno predisposto a cucinarle nel migliore dei modi...e purtroppo questo tanto pubblicizzato remake americano, è stato "cucinato" forse troppo in fretta ed il risultato lascia parzialmente a desiderare. Quell'atmosfera gelida, quel senso di disagio, quella enorme tensione che si respirava in "Ju On" , in questo "The grudge" va, purtroppo, quasi del tutto annullandosi. Forse a causa di un ritmo altalenante, forse a causa di una struttura filmica diversa dall' originale nipponico ( dove non esisteva nessun personaggio che potevamo definire "protagonista" ), forse anche a causa di una fotografia meno di impatto del predecessore, questo "The grudge" è solo in grado di propinarci qualche spavento qua e là e nulla più, con qualche caduta di ritmo soprattutto nella prima parte. Una pellicola impalpabile, una occasione persa.