Un gruppo di amici decide di passare una serata all'insegna della goliardia macabra e si reca in un lugubre cimitero. Qui, a causa di uno stupido scherzo, uno dei giovani muore tragicamente. Di tutto il gruppo solo uno finisce in carcere perché, vinto dal rimorso, finisce con l'auto-accusarsi della morte dell'amico. Anni dopo l'accaduto, il gruppo di amici si ritrova per cercare di esorcizzare quel tremendo ricordo e, soprattutto, per riabbracciare il giovane appena uscito di carcere. Ma una mano omicida falcerà , uno ad uno, i ragazzi fino al finale a sorpresa… Banale slasher del 2006 diretto da Michael Feifer, produttore americano specializzato in direct-to-video, che seppur dotato di una confezione accettabile, si dimostra piatto, ripetitivo e senza neanche la dose di gore che era lecito aspettarsi. Tutti gli stereotipi, collaudati dai tempi di “Venerdi 13” , sono presenti: i giovani superficiali, il sesso sfrenato, la vendetta che lava il peccato, il killer “invisibile” che colpisce le vittime isolate ecc… Davvero poco, o nulla, d'interessante nel film in questione in cui la tensione non esiste e la sceneggiatura, seppur estremamente lineare, arranca fino all'improbabile finale. Superfluo.