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IL GRANDE INQUISITORE
(WITCHFINDER GENERAL - THE CONQUEROR WORM)

di Michael Reeves

La storia è quella dell'inquisitore Matthew Hopkins, che durante l'epoca di Cromwell vaga per le zone rurali dell'Inghilterra alla ricerca di presunte streghe e adoratori di Satana. Forte del proprio mandato, svolge il proprio mestiere senza il benché minimo scrupolo, arrivando a sconvolgere la vita fino a quel momento serena del soldato Richard e della sua promessa sposa Sara. Sotto l'apparenza di film di genere si nasconde in realtà un melò spietato e dolorosissimo, oltre che un lucido ritratto storico: con i dovuti distinguo, “Il Grande inquisitore” sta alla rappresentazione del seicento inglese come “Barry Lyndon”, sette anni più tardi, starà a quella del settecento; se nel film di Kubrick infatti la morale e le relazioni interpersonali vengono subordinate a un'assoluta rigidità comportamentale, volta a nascondere le proprie efferatezze sotto il manto del lusso e dell'eleganza, nel film di Reeves è la religione il pretesto per giustificare violenze non meno spietate. Tutti i personaggi, “buoni” o “cattivi” che siano, non possono far altro che cercare di adattarsi alla realtà che li circonda, con conseguenze sempre tragiche. La caccia alle streghe adoperata dall'inquisitore Vincent Price è solamente il viatico per arrivare alla soddisfazione dei propri istinti più selvaggi, specchio di una società e di un mondo dove il male degli uomini contamina anche chi armato delle migliori intenzioni: Richard e Sara non chiedono altro che poter vivere in serenità il loro rapporto, ma dovranno anch'essi piegarsi alla violenza. “ Che Dio abbia pietà di noi ” dicono nel finale i soldati colleghi di Richard, e il successivo urlo della ragazza, straziante e insostenibile, (proprio come lo sguardo immobile e dilatato di Marisa Berenson che chiuderà “Barry Lyndon”) è la definitiva esplicitazione del pessimismo cosmico che pervade tutto il film, sensazione acuita a posteriori dal sapere che il venticinquenne regista – bravissimo – sarebbe morto suicida di lì a breve. Il recente dvd edito dalla Pulp Video è un acquisto obbligato non solamente per l'assoluta grandezza del film o per il prezzo abbordabilissimo, ma anche perché include alcuni fotogrammi (facilmente riconoscibili dalla scarsa qualità video) che per la loro efferatezza furono tagliati all'epoca dell'uscita.

VOTO: 9

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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