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IL GATTO A NOVE CODE
di Dario Argento

Pellicola del '71 , girata interamente a Torino , che a suo tempo incassò ben 750.000.000 solo nelle città capozona . La trama , a dispetto di alcuni critici che l' hanno definita complessa , è piuttosto semplice e lineare . Un giornalista ( interpretato dal convincente James Franciscus ) indaga , assieme ad un amico cieco (l' americano Karl Malden già protagonista del telefilm "Le strade di San Francisco ") su una catena di cruenti omicidi collegati ad una nota clinica in cui si svolgono importanti studi genetici .
Argento parte da una situazione realistica e dimostra una certa lungimiranza trattando un tema , le mutazioni genetiche , attualmente di discussione mondiale . Il film trova il suo punto di forza nella contrapposizione fra l' occhio dilatato dell' assassino e la cecità del protagonista ; e soprattutto nel fortunato uso di riuscite tecniche soggettive che fanno sì che lo spettatore si identifichi con l' assassino .
Notevole la scena , di forte impatto emotivo girata nel cimitero di Torino , punto focale di tutto il film . Azzeccate le note del celebre Ennio Morricone che sottolineano sia le sequenze tese sia le poche scene di sangue . Suggestiva la fotografia , orientata su tonalità estremamente scure .
Da ricordare infine in un piccolo ruolo , l' allora giovanissima Catherine Spaak.
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VOTO: 8

RECENSIONE DI

OTTAVIA

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