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VENDETTA NELLA PALUDE
(GATOR BAIT 2 : CAJUN JUSTICE)
di Beverly & Ferd Sebastian

Una coppia di sposini (lei polposa bimbo di città, lui villoso uomo delle paludi della Lousiana) viene molestata da un gruppo di zoticoni che si introduce alla festa nuziale. Il branco di bifolchi, umiliato e cacciato dagli invitati alle nozze, giura vendetta e, non appena gli sposi si allontanano per godere della meritata luna di miele nelle paludi, li insegue, mette fuori combattimento l'uomo e sequestra la giovane sposa. Quest'ultima subisce violenza da parte di tutti gli elementi del gruppo ma riesce a fuggire. Invece di andare in cerca delle autorità, la ragazza decide di risolvere le cose a modo suo, scatenando una sanguinosa vendetta nella palude. Quasi 15 anni dopo il primo “Gator Bait” giunge, nel 1988, questo inutile sequel direct-to-video che , palude a parte, nulla ha da spartire col suo predecessore. La coppia Beverly & Ferd Sebastian imbastisce un rape/revenge noioso, confezionato in modo sciatto, scritto male e recitato ancora peggio in cui, nei primi 40 minuti, non accade praticamente nulla. Fatta eccezione per le scena di stupro, piuttosto violenta ed insistita, non c'è molto altro da aspettarsi in questa moscia exploitation che non riserva neanche omicidi particolarmente riusciti. Inoltre manca il punto forte del primo capitolo, ossia la bellissima Claudia Jennings, qui sostituita dalla palestrata ex-wrestler Jan MacKenzie, che mostra generosamente le proprie grazie ma che sciorina una disarmante monoespressività recitativa. Neanche la palude, in cui la vicenda si svolge, è ripresa in modo suggestivo a causa della piattezza della fotografia. Non c'è da stupirsi dunque che “Gator Bait 2:Cajun Justice” sia caduto nell'oblio del dimenticatoio cinematografico.

VOTO: 3

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