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FUNNY GAMES
di Michael Haneke

Un film grandioso. L'ho potuto ammirare dopo averlo registrato in tarda notte su Rai1. La vita di una tranquilla famiglia austriaca composta da padre, madre e un figlio viene progressivamente sconvolta dall'arrivo di due orribili mostri, celatisi sotto le sembianze di due ragazzi apparentemente normali ( uno molto gentile nelle proprie espressioni, l'altro apparentemente timidissimo e impacciato ). Dopo che i due hanno facilmente modo di studiare il comportamento della famiglia e acquisiscono la sicurezza che nessuno nelle prossime ore andrā a trovarli, ha inizio un gioco...un gioco orribile e perverso. Dopo aver ucciso il cane della famiglia e dopo aver immobilizzato il padre, i due si liberano di ogni possibile pericolo e hanno la strada spianata per le loro intenzioni. E la follia si dipana progressivamente e inesorabilmente, senza alcuna via di uscita...ma in modo spesso lento, tranquillo...perchč l'intrattenimento impedisce l'uccisione immediata... Nonostante noi spettatori facciamo il tifo per la sfortunata famiglia ( ed č uno dei due psicopatici stessi a dircelo...) il fatidico "happy end" continua a non arrivare. Anzi, viene fissato un termine...le ore nove del mattino del giorno dopo...ora nella quale ogni componente della famiglia sarā morto. Obbligatorio definire un "limite" perchč, come nella durata di un film, spesso č necessario non "sforare"... Si intravede una piccola luce di salvezza quando il figlioletto riesce a scappare di casa ma... Sembra ormai fatta quando la donna riesce a impugnare un fucile e a far fuori uno dei due ma.... Questa volta a comandare i giochi sono proprio loro, i "mostri"...e decidono loro cosa farci vedere e decidono loro quale tipo di veritā vogliono farci sapere. Questa volta il nostro telecomando non ha potere su di loro...questa volta non arriverā la cavalleria a salvarci...questa volta il Dio Plutonio non ci salverā... Ma d'altronde...č solo un film. E la finzione č vera quanto la realtā che ci mostra il film. Straordinari tutti gli interpreti. Pur con qualche lungaggine evitabile e qualche momento un po' "teatrale", ordinata e efficace la regia di Michael Haneke.

VOTO: 7,5

RECENSIONE DI

FILIPPO FASSINO

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