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FROSTBITEN
(FROSTBITTEN - FROSTBITE)
di Anders Banke

Un dottoressa, con giovane figlia al seguito, si trasferisce in una piccola città al nord della Svezia per aver l'opportunità di lavorare, nel campo della genetica, con il suo idolo, il professor Gerhard Beckert. L'uomo nasconde però un terribile segreto e a causa di alcune pasticche di sua invenzione, trafugate da un giovane paramedico, si scatenerà il morbo del vampirismo in tutta la cittadina. In particolar modo, una festa studentesca, si trasformerà in un bagno di sangue in cui i pochi superstiti cercheranno una disperata via di fuga. E sono appena iniziati i famigerati 30 giorni di buio… Produzione svedese del 2006 che mescola, con buon equilibrio e ritmo, humor nerissimo e horror sensazionalista e che anticipa “30 Giorni di Buio” di David Slade, con il quale ha in comune l'ambientazione nevosa nordica e lo spunto della notte polare. L'esordiente Banke dirige con brio la vicenda e, nonostante le ristrettezze di budget, riesce a far sorridere ed inorridire al contempo. Peccato che negli ultimi venti minuti ci sia un sensibile calo del film ed una certa prevedibilità nella sceneggiatura, fino ad allora decisamente frizzante seppur non innovativa. Buoni gli effetti speciali (per i quali vinse anche un premio al Ravenna Nightmare Festival del 2006) che , nonostante la CG non eccelsa, puntano molto sul riuscito make-up dei bestiali vampiri. Alcune gag sono decisamente azzeccate, fra di esse va segnalata la tragicomica cena di un neo-vampiro con i genitori della sua fidanzata, ed emerge anche una lieve critica al vuoto esistenziale che coinvolge il mondo dei giovani. Ovviamente il prodotto è leggero e con lo scopo del puro intrattenimento, non aspettavi dunque lo spessore di un “Lasciami Entrare”, ma è fuori da ogni dubbio che la Svezia ci ha regalato, anche in questo caso, un film di valida caratura.

VOTO: 6,5

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