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FRONTIÈRE(S)
di Xavier Gens

Durante le sommosse dell'ottobre 2005 nei sobborghi di Parigi, un gruppetto di scalmanati compie una rapina e sfugge alla polizia approfittando del caos generale. Diretti verso la campagna, i ladri cercano momentaneo rifugio presso una locanda isolata. Sarà l'inizio di un incubo sanguinario poiché i giovani finiranno fra le braccia, per nulla amichevoli, di una famiglia di psicotici neo-nazisti con predilezione per il cannibalismo e la tortura. Realizzato nel 2007 e presentato come il nuovo feroce horror transalpino, “Frontière(s)” ha una confezione impeccabile ed una violenza grafica disturbante ed è sostenuto da un cast decisamente valido. Un film che ribadisce, come se ce ne fosse ancora bisogno, la condizione di grande salute ed attenzione di cui gode il cinema francese di genere attualmente. Estremamente curato fotograficamente e scenograficamente, il film è diretto con mano ispirata dal talentuoso Xavier Gens,forte dell'esperienza maturata sui set americani, che miscela bene stile narrativo di stampo europeo con tagli d'inquadratura e montaggio che rimandano al cinema statunitense. Ma nonostante questi lati molto positivi, purtroppo il film soffre di una sceneggiatura che rielabora il solito “The Texas chainsaw massacre”, mescolandolo con situazioni alla “Hostel” e con personaggi presi in prestito dall'iconografia sleaze di Rob Zombie (uno su tutti, la biondona adescatrice e assassina, che sembra la copia made in france di Sheri Moon). Il sottotesto di intolleranza, sociopatia e violenza suggerito dall'iniziale introduzione nella rivolta parigina e sottolineato dalla presenza dei nazisti in seguito, viene solo abbozzato ed usato in realtà come pretesto per imbastire un classico horror violento e sporco, che si adegua al filone che ora va per la maggiore. “Frontière(s)” vive di momenti, di esplosioni di violenza, di atmosfera lurida e fangosa, eccelle nella resa visiva ma inciampa nel plot stantio. E' un peccato, perché a fine visione il film rischia di svanire rapidamente dalla memoria.

VOTO: 6

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