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Sul finire degli
anni '60 e per buona parte degli anni '70, è stato ripreso
più volte dal cinema il tema della ribellione della
natura contro l'uomo, manifestata attraverso l'attacco
di terribili mostri, celatisi sotto le spoglie di comuni
animali. Il precursore assoluto è stato probabilmente
Hitchcock con il suo "Gli uccelli" e poi ripreso da
tanti altri registi...da Steven Spielberg ( "Lo squalo"
); a Micheal Anderson ( "L'orca assassina" ); da Joe
Dante ( "Piranha" ) a James Cameron ("Piranha Paura").
In questo caso però "il terrore" non arriva nè dal cielo
nè dall'acqua ma direttamente da terra. La tranquilla
esistenza di una ( enigmatica ) famiglia stanziatasi
in un'isoletta del Sud America viene improvvisamente
sconvolta dal "mutare della normalità". Così, all'improvviso,
rane, rospi, bisce e simili decidono un bel giorno di
"vendicarsi". Nonostante il tentativo di uno studioso
della natura andato nell'isola per girare un servizio
per il National Geographic, gran parte della famiglia
verrà sterminata. Film molto debole, lento, involontariamente
comico in molti momenti che ha, come unici motivi di
interesse, la presenza di bravi attori come Ray Milland
("L'uomo dagli occhi ai raggi X") e Sam Elliott ("Il
Grande Lebowski", "Dietro la maschera"). Molto simile
e anch'esso da evitare è "I carnivori venuti dalla savana"
alias "Squirm" diretto da Jeff Lieberman nel 1976.
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