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Jason torna di
nuovo a far strage nel terzo capitolo della saga.La
trama qui e' davvero ridotta all'osso poiche' gli avvenimenti
nella pellicola in questione sono direttamente collegati
con il capitolo precedente.In sostanza l'assassino creduto
morto si rialaza senza troppe lungaggini e senza alcuna
spiegazione logica da terra e rincomincia a massacrare
qua' e la'.Dopo un strage di enormi proporzioni verra'
abbattuto dalla solita superstite agguerrita. In questo
terzo capitolo Jason prende sempre di piu' le sembianze
simboliche di un morto-vivente che incarna in se' l'istinto
della vendetta cieca, un crudele portatore di morte
che punisce teen-agers sessualmente scatenati e spinellomani.Ma
come dicevo prima la trama e' davvero esile, quasi assente
in verita' e il regista Miner si cura solo di mostrare
morti truculente attraverso i pił svariati tipi di armi.Forconi,balestre,fiocine,machete
e coltellacci..di tutto di piu' senza pero' un briciolo
d'inventiva o di sceneggiatura. Il livello della pellicola
e' basso,greve e l'unica nota per cui il film si fa
notare e ricordare e' la maschera che Jason indossa
a coprire il volto orripilante.Un maschera da hockey(da
portiere da hockey per la precisione..) che indubbiamente
conferisce un'immagine molto inquietante ed aggressiva
al gigante assassino. Questa maschera verra' accettata
di buon grado dal pubblico e verra' riproposta in tutti
gli altri sequel diventando un simbolo indivisibile
dallo stesso Jason, una caratteristica che rese famosa
la sua figura in tutto il mondo e nella storia dell'horror..
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