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FORCED ENTRY
di Shaun Costello

Nel 1974, stesso anno di uscita di “Hardgore” , ecco un altro esempio di porno/horror della golden age dell'hard americano. A differenza di “Hardgore”, visionario e delirante, questo “Forced Entry” è una storia cruda, improntata verso il realismo più sporco e nevrotico, che scava in puro exploitation-style e con sorprendente anticipo su “Taxi Driver, nel dramma del post-vietnam. Un reduce dal Nam lavora in una stazione di rifornimento e, nel tempo libero, stupra ed uccide ragazze. Nella sua mente sconvolta, l'uomo rivive le esperienze terribili della guerra quotidianamente, e l'unica forma di liberazione per lui è quella di consumare violenza attraverso la quale sfogare tutto l'orrore che lo tormenta. Girato con budget inesistente, telecamera perennemente a spalla, luce naturale e attori pornografici (il più noto fra di essi, Harry Reems presente in “Gola Profonda”), “Forced Entry” ha però una sua atmosfera morbosa ottenuta soprattutto grazie alla combinazione fra tematica scabrosa, sesso esplicito ed un montaggio, spesso serrato, che miscela dure immagini di repertorio, della guerra in Vietnam, mostrandoci l'inferno di ricordi che brucia nella testa del folle maniaco. La stessa regia del veterano dell'hard, Shaun Costello preme sul pedale delle ossessioni del protagonista, mostrandoci un mondo fatto di sesso, sporcizia quasi tangibile ed immagini distorte. Ovviamente la rozzezza del prodotto è indiscutibile, così come la presenza di dosi industriali di tempi morti e la quasi totale assenza di sceneggiatura. Ma “Forced Entry” va preso per ciò che è: un manifesto scabroso e ruspante di quella fetta degli anni '70 che ha osato di più a livello cinematografico. Nel 1975 addirittura venne realizzato un remake, nel cui cast figurano anche Nancy Allen e Tanya Roberts agli esordi, che oscurò completamente le parti pornografiche e prese la via del thriller/horror più rassicurante.

VOTO: 6

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