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FIGHT FOR YOUR LIFE
(I HATE YOUR GUTS)
di Robert A. Endelson

Un gruppo di evasi capitanati da un sadico psicolabile si rifugiano, dopo aver massacrato i poliziotti che li scortavano, in una villa isolata dove vive una famiglia di colore. Li' i delinquenti abuseranno della famigliola usando violenza ed uccidendo persino una bambina. Sfogando tutto il becero razzismo, il capo dei malviventi umilierÓ i poveretti sequestrati finchŔ la medaglia non si rovescierÓ. Difatti la famigliola riuscirÓ a ribellarsi, massacrando gli aguzzini sotto il consensiente sguardo della polizia che gli lascierÓ gustare la crude vendetta. Basta la trama per farvi capire di fronte a quale tipo di prodotto ci troviamo. Siamo nel filone del cosiddetto "Rape/Revenge" ,ma la pellicola in questione Ŕ forse una delle pi¨ estreme del sottogenere. Il razzismo che trasuda da quest'opera Ŕ davvero pesantissimo e le umiliazione che la famiglia subisce sono insopportabili. Il linguaggio del film Ŕ volgarissimo e la scena schock Ŕ rappresentata dall'omicidio del bambino. Il malvivente lo insegue attraverso il bosco ed una volta raggiunto gli fracassa il cranio con una pietra. Nel finale il padre di famiglia avrÓ la sua vendetta in una sorta di duello in Far-West style..ma questo Ŕ ovviamente solo un "contento" per il senso morale dello spettatore. Un vero "Nasty movie".

VOTO: 7
(ma questo voto tende a guardare ,esclusivamente, il lato tecnico della pellicola)

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