Dall'Inghilterra ecco giungere nel 2005 questo esuberante esempio di cinema horror indipendente, realizzato in video, che non lesina in splatter e comicità pecoreccia. Una troupe televisiva, che si occupa di una trasmissione dedicata ai fenomeni “ufologici”, si reca in una zona del Galles dove pare che sia avvenuto un caso di rapimento alieno. Scopriranno, loro malgrado, che gli alieni effettivamente frequentano il posto e che sono animati da istinti a dir poco feroci. Una storia trita e ritrita è solo il pretesto del film per mettere in scena una serie di situazioni deliranti, spesso apertamente comiche ed ancor più spesso grondanti splatter. Il regista West dirige in modo dinamico la vicenda e non si prende mai sul serio. Vantando una lunga esperienza da montatore, West fa dell'editing video, serrato e virtuoso, l'arma vincente del film in questione. Si ride abbastanza per le varie gags, anche se la comicità è di stampo bieco, con continui ed insistiti riferimenti sessuali. Il reparto recitativo si comporta diligentemente e i validi effetti speciali sono volutamente esagerati, sia sul versante splatter che su quello degli interventi in CG che , con uno stile da cartoon, non hanno preteste realistiche ma anzi vogliono apparire il più possibile farseschi e ridicoli. La sceneggiatura non riserva spunti o soluzioni particolarmente originali ma cita a più non posso una miriade di titoli horror del passato fra cui “Bad Taste” e “Splatters” di Jackson (a cui si rifà anche molto la regia stessa di West), “Predator”, “Phantasm”, “La Casa 2” e molti altri ancora. Piacevole anche la vena “politically non-correct” che pervade il film, su cui avrà di certo avuto influenza il produttore Tim Dennison, che in passato ha già seguito questa linea di pensiero scrivendo, producendo e recitando nel folle “Revenge of Billy the Kid”.