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EDEN LAKE
di James Watkins

Esordio da regista per lo sceneggiatore di "My Little Eye", horror a mio avviso sin troppo sottovalutato, ed è un esordio di alto livello. Una storia tutto sommato già vista altre volte, ma con una spirale di violenzae di brutalità tale da lasciare spiazzato anche lo spettatore più smaliziato. Abbiamo la solita coppia di giovanotti felici, in procinto di sposarsi, che decide di trascorrere un sereno weekend in una magnifica località nel bel mezzo di un bosco: Eden Lake, un lago sorto in una cava che presto lascerà spazio ad un complesso residenziale. La quiete dei due è presto turbata da alcuni teppistelli locali, che inizialmente sembrano essere soltanto la solita baby-gang tutto fumo e niente arrosto. Purtroppo però la situazione precipita in modo irrimediabile: i giovani bastardi infatti derubano la coppia, portandosi via la jeep e lasciando i due appiedati. Il protagonista maschile rintraccia però la gang e riesce a farsi restituire le chiavi dell'auto, non potendo però evitare una colluttazione nella quale rimarrà uccisa la cagna (un rottweiler), proprietà del leader della banda di teppisti. Un leader che trascinerà con sè il resto della gang nella sua vendetta personale contro i due fidanzati: ed è qui che Watkins mette in scena un survival horror di pura crudeltà, dove non c'è scampo per nessuno, dove l'orrore sembra non avere fine e dove i più deboli pagano con la propria vita le colpe di chi è realmente disumano nella sua scelleratezza. Una spirale di violenza, dicevo all'inizio, che si trascina e ci trascina fino al tremendo finale, che ha lasciato alcuni con l'amaro in bocca ma che personalmente ho trovato eccellente, nella sua tremenda negatività. Un finale deprimente e ben più profondo di quanto possa sembrare ad una prima visione superficiale. Non c'è spazio per Hollywood qui, e Watkins riesce, con un budget modesto ed attori più o meno sconosciuti (anche se Michael Fassbender era Stelios in "300"), a regalarci un horror a tinte forti, disperato e crudo, che diventa anche una sorta di denuncia verso l'Inghilterra dei quartieri bassi, dove la delinquenza nasce, cresce e trova persino supporto tra le mura domestiche, in un quadro drammaticamente reale ed attuale.

VOTO: 7,5

RECENSIONE DI

UCCIO

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