Videoproduzione del 2000 ad opera di Ron Atkins, specializzato in splatter casalinghi che si caratterizzano solitamente per abbondanza di frattaglie e nudi femminili. La polizia sta cercando di risolvere alcuni casi di brutali delitti, con pratiche cannibali, che hanno per vittime persone altolocate e ricche. Uno sbirro scopre, nel deserto del Nevada, un covo lurido dove una famiglia di pazzi antropofagi si nasconde. Ma i folli, che possiedono anche strani poteri demoniaci, hanno la meglio sull'uomo e continuano indisturbati le carneficine finchè la polizia non farà intervenire due agenti speciali. Girato in modo amatoriale con grande penuria di mezzi, il film risulta terribilmente monocorde e offre solo violenza gratuita per tener desta l'attenzione dello spettatore. In verità un sottomessaggio anarchico ed aggressivo c'è ed Atkins descrive l'essere umano come spregevole; gli stessi cannibali sembrano possedere un maggior senso morale (seppur distorto) rispetto alle loro vittime e ai poliziotti corrotti. Ma la sceneggiatura disastrosa, i dialoghi interminabili, in cui il black-humor va di rado a segno e la narrazione pedestre affondano ogni buon intento. Non mancano scene “weird” , totalmente incomprensibili, come quella in cui una donna viene violentata da uno dei pazzi e pochi minuti dopo partorisce un bambino tutto blu (!!??!). Effetti speciali sanguinosi ma molto artigianali. Da non confondersi con l'omonimo “Eat the rich” del 1987, diretto da Peter Richardson.