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L'ORRIBILE
SEGRETO DEL DOTTOR HICHCOCK
(THE TERROR OF DOCTOR HICHCOCK)
di Riccardo Freda
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Indicato come
uno dei primi horror prodotti in Italia e recentemente
ridistribuito nella collana "Demoni e Streghe" il film
si inserisce in quel filone gotico anni '70. La trama
è semplice ma degna di nota visto che tratta il tema
abbastanza tabù della necrofilia. Il dottor Hichcock
soffre del suddetto problema, riuscendo quindi ad appagarsi
sessualmente solo avendo rapporti con un cadavere. Essendo
medico e studioso di fama provata mette punto un siero
che usa come anestetico in ospedale, ma che a casa sua
adopera su sua moglie per indurla in uno stato di catalessi
simile alla morte. Purtroppo una dose eccessiva uccide
la donna e il dott. Hichcock decide di sbarazzarsi del
corpo e di allontanarsi per qualche anno dalla citta',
citta' dove tornerà dieci anni dopo con la sua nuova
compagna (Barbara Steele). Il film di per se è ben realizzato,
le ambientazioni sono suggestive cosi come la villa
scelta come principale, se non unico, scenario degli
avvenimenti (cosa che succedeva spesso in questo tipo
di film a basso budget). Va sottolineata però l'intelligente
scelta, nel montaggio della pellicola, di scombinare
l'architettura della cosa creando un fastidioso senso
di instabilità e smarrimento, come per altro sottolineato
da Freda stesso che non potendo investire milioni sugli
effetti speciali ha valorizzato al massimo il poco che
aveva.Tra l'altro, con questa pellicola, si da il via
alla tendenza di affibiare pseudonimi americaneggianti
ai registi italiani. Difatti qui Freda (per sfruttare
furbescamente la grande attrazione che il pubblico italiano
ha sempre provato per ciò che viene da oltreoceano)
si presenta col nome Robert Hampton e molti membri della
stessa crew che ha lavorato al film assumono pseudonimi
anglofoni.Come ci si può immaginare però siamo negli
anni '70, non si possono certo mostrare scene di necrofilia
alla Nekromantik,
il tutto è suggerito da atteggiamenti e inquadrature,
quindi sappiate che non avrete scene particolarmente
oltraggiose. Il cruccio dei film di questo periodo è
proprio la cronica lentezza ma se siete degli appassionati
non ne rimarrete delusi..
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VOTO: 6,5
RECENSIONE DI
DAVIDE "DE" MASPERO
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