Sull'onda del rinato interesse nei confronti dei “monster-movies” e dei “beast-movies” ecco inserirsi prontamente questa produzione del 2004 di Roger Corman, diretta dallo specialista in effetti visivi Kevin O'Neill (“Slaughter Studios”, “Sky Captain and the world of tomorrow”). La scoperta di uno scheletro appartenuto ad un gigantesco coccodrillo preistorico spinge alcuni scienziati ad analizzarne il D.N.A. (“Jurassic Park” docet) ed a rielaborare un ormone per la crescita da iniettare sul consueto rettile-cavia. Come da prassi, la bestiolina s'ingigantisce, s'incattivisce e fugge dal laboratorio incominciando a terrorizzare l'adiacente cittadina. Toccherà ad uno sparuto gruppo di eroici tentare di fermare il mostruoso mutante. Sceneggiato in modo assolutamente standard, senza alcun guizzo né idee, il film è stracolmo di clichè e personaggi canonici. C'è il ragazzino curioso, il belloccio, la poliziotta bionda, i cinici speculatori e pure una melense storia d'amore fra i protagonisti. Tutto scivola nel deja-vu e solo gli intermezzi col mostro che si mangia qualcuno, di tanto in tanto, posso lievemente risvegliare dal tedio (la sequenza in cui il ragazzino viene aggredito dal “dinocroc” è probabilmente la cosa migliore del film). Oltretutto gli effetti speciali in CG sono modesti e denotano fretta ed economia assoluta nei mezzi. Regia ordinata ma estremamente anonima. Sempre sulla stessa scia, vedetevi “Frankenfish” che almeno ironico e divertente lo è.