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THE DEVIL'S REJECTS
di Rob Zombie

Dove eravamo rimasti? Alla fine del primo capitolo ( "La Casa dei 1000 corpi" ) la nostra beneamata famigliola di pazzi sanguinari riusciva nell'intento di sterminare anche l'ultima sopravvissuta dei quattro ragazzi che si erano disgraziatamente imbattuti nelle loro vicinanze. Ora però, dopo che la polizia ha scoperto il loro covo, si ritroveranno a scappare dalle grinfie di uno sceriffo sciroccato almeno quanto loro. Al secondo film Rob Zombie dimostra una maturazione tecnica ed artistica sconcertante, realizzando uno dei migliori sequel degli ultimi tempi: mette da parte certe derive videoclippare per affondare la macchina da presa nella polvere e nel sangue, facendo di questa sua opera seconda una sorta di horror western che definire spiazzante è dire poco. Enormemente più stratificato rispetto a "La Casa dei 1000 corpi" (e proprio per questo meritevole di più di una visione), The Devil's Rejects è un grande film sull'America e sulle sue strade, filtrata attraverso il suo immaginario cinematografico; tra ralenty alla Peckinpah e un finale alla "Thelma e Louise", che inebriano gli occhi e spezzano il cuore, Zombie mette in scena il duello tra cattivi dichiaratamente tali e cattivi protetti dalla legge, e chi alla fine ha la meglio è sempre il Cinema, il grande Cinema. Nel mezzo: caratteristi di lusso (Danny Trejo e Michael Berryman i migliori), colonna sonora imperdibile e un tasso di violenza insostenibile. Gore, certo, ma con una consapevolezza che porta sempre con sé una morale. Da inseguire fino in capo al mondo. Deplorevole l'atteggiamento della Eagle Pictures, che non solo distribuisce il film con un anno di ritardo, appiccicandogli un titolo tanto improbabile quanto brutto e fuorviante ( "La Casa del Diavolo" ), ma addirittura (come già fece per "La Casa dei 1000 corpi" ) elimina le scritte dai titoli di testa, lasciando così una serie di fermo immagine senza molto senso.

VOTO: 8,5

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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