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Avete presente
"Vampires"? La piccola chicca regalataci nel 1998 dal
"maestro" del brivido John Carpenter? Il western-horror
sui generis di "Dal tramonto all'alba"? Beh "Desert
Vampires" ne è la scadente, piuttosto noiosa, banale
e poco originale versione teen-ager. Narra l'avventura
vissuta dal giovane Sean (quel Kerr Smith già visto
nella fortunata serie "Dawson's Creek" ed in "Final
Destination") che un bel giorno, approfittando del matrimonio
della sorella a Miami, decide di consegnare per conto
di un amico una lussuosa Mercedes alla legittima proprietaria
residente proprio nella città in cui è diretto. Nell'attraversare
il deserto che separa Miami da Los Angeles, Sean si
imbatte in un autostoppista suo coetaneo, Nick (interpretato
da Brendan Frehr, anch'egli già visto in "Final Destination",
nell'horror "La casa di Cristina" e nella serie televisiva
"Roswell") che lo convince a dargli un passaggio offrendosi
di pagare la benzina. Sean accetta suo malgrado contravvenendo
alle istruzioni che gli erano state raccomandate; iniziano
così le loro peripezìe vampiresche che, ad un certo
punto, si uniranno a quelle della stralunata Megan (Izabella
Miko, già intravista in "Le ragazze del Coyote Ugly")
una biondina piuttosto scialba in continuo contatto
"telepatico" con i succhiasangue che per quasi tutto
il film è imprigionata in uno stato di semi-incoscienza
e che viene raccolta dai due giovani fuori da un autogrill
(in "Vampires" la biondina in questione era interpretata
da Sheryl Lee). I due cercheranno di salvarla bloccando
il misterioso "virus" di cui è rimasta contagiata dopo
il morso di Kit, un luciferetto di bassa lega (Johnathon
Schaech) che non assomiglia neanche lontanamente al
bellissimo capo vampiro di Carpenter interpretato da
Thomas Ian Griffith (che farà parte anche del cast del
sequel "Los Muertos", la cui uscita è prevista nella
prossima stagione). I due attori protagonisti dovrebbero
in qualche modo emulare le gesta di James Woods e del
suo compagno di squadra Daniel Baldwin ma, dell'azione
e del movimento di "Vampires" non c'è neanche l'ombra.
Degli elegantissimi vampiri di Carpenter non c'è nulla;
qui i succhiasangue sono una massa di assatanati macellai
senza la minima parvenza di fascino. Non c'è traccia
neanche di pallottole e punteruoli d'argento presenti
in ogni film sui vampiri che si rispetti; c'è però,
in compenso, un metodo quanto mai "innovativo" per rallentare
il virus massimo per due anni: la somministrazione di
un miscuglio di anfetamine e altre droghe ideato da
un medico rimasto vittima del morso contagioso tempo
addietro. L'unico modo per distruggere definitivamente
il virus ed interrompere così l'inevitabile trasformazione
è uccidere il maestro vampiro autore del morso. Riusciranno
i "nostri eroi" in questa impresa? L'aridità del deserto
in cui è ambientata questa pellicola, diretta da J.S.
Cardone (mai sentito nominare ed ora capisco il perchè),
è nulla in confronto all'aridità della trama di questo
ennesimo mediocre horroretto estivo. Risparmiatevi i
soldi del biglietto.
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