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DER TODESKING
di
Jorg Buttgereit

Sette splendidi episodi che come filo conduttore hanno la morte: 1)La rappresentazione della vita di un uomo che conduce la sua esistenza nella totale banalità (lavoro,casa,faccende casalinghe...) ma si rende conto di trovarsi in una bolla di vetro, intrappolato, proprio come il suo pesce rosso, così renderà tremendamente e fatalmente simile il suo tipo di vita con quello del suo animale domestico 2)La visione di un film nazista (con tanto di shockante amputazione di pene ebreo!) distorce la mente di un giovane ragazzo, così quando torna la sua donna lui la uccide a sangue freddo incorniciando di materia cerebrale il muro 3)Sotto una pioggia scrosciante un uomo depresso, si sfoga di fronte ad una donna. Ella ,per commiserazione, decide di sparagli ma siccome non aveva caricato il colpo in canna fa cilecca. Lui prende la pistola e fa partire il colpo 4)Varie inquadrature e carrellate ci mostrano la struttura di un ponte, dove in ogni sequenza compaiono i nomi delle persone tuffatesi nel baratro 5)Una donna e la sua solitudine: dalla finestra riesce a vedere una felice giovane coppia che si scambia sorrisi e carezze,nella donna cresce una forte forma d'invidia e cosi' decide di tramortirli placando la visione di felicità che la tormentava nelle sue insulse giornate 6)Un ragazzo escogita una attrezzatura da ripresa per registrare in pellicola un concerto rock, quando entra nel locale(guardando sotto l'ottica soggettiva del protagonista) inizia a sparare all'impazzata sulla band e sul pubblico,poi , terminata la soggettiva, scopriamo che era il ragazzo del secondo episodio, quello influenzato dal film nazi; 7)Un forte mal di testa che stringe la sua terribile morsa sulle tempie indifese di un ragazzo. Il dolore ondeggia spinoso dentro la sua calotta cranica,lui deve placare tale martirio dando violente testate sul muro...forte...sempre più forte.... Questo autentico capolavoro è un film che esce dai soliti canoni horror/splatter in circolazione,indubbiamente da classificare come cinema d'avanguardia. Per tutta la durata della pellicola riusciamo ad immergeci in un concetto di morte pura, assoluta, una morte lieve,viziosa, attanagliante tra i suoi personaggi disperati, rinchiusi in un'ambiente misantropo creato dal mondo esterno o da loro stessi. L'indole di morte che emerge dalla mente distorta del maestro (Buttgereit), non è la tipica morte violenta o plateale, essa raggiunge un concetto di liberazione totale . Il senso di realtà decadente della società moderna traspare nell'episodio del ponte (e non solo), che viene visto come un luogo dove l'esistenza finisce. Tra un episodio e l'altro compare un corpo nudo, fermo, inerte che pian piano si decompone, si spacca, deteriorandosi seguendo le leggi imposte dalla natura, quasi a farci intendere la visione atea su quello che viene dopo la vita: carne con vermi brulicanti. Questo Der Todesking può sembrare inquietante, disperato, depressivo, ma alla fine si scopre che agli occhi di una bambina (inquadratura conclusiva del film) strappa un candido sorriso, perchè nell'ottica fanciullesca tutto può sembrare magico...io guardando questo film mi sono sentito bambino, piccolo e mi sono arreso alla maestosità infinita del "re della morte". Molti si chiederanno:"che cos'è la morte?"...guardate questo film e troverete sette e più risposte ma nessuna di essa sarà quella esatta.

VOTO: 10
(..e qui noi i 10 non li regaliamo..)

RECENSIONE DI

FRANCO TOPITTI

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