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Sette splendidi
episodi che come filo conduttore hanno la morte: 1)La
rappresentazione della vita di un uomo che conduce la
sua esistenza nella totale banalità (lavoro,casa,faccende
casalinghe...) ma si rende conto di trovarsi in una
bolla di vetro, intrappolato, proprio come il suo pesce
rosso, così renderà tremendamente e fatalmente
simile il suo tipo di vita con quello del suo animale
domestico 2)La visione di un film nazista (con tanto
di shockante amputazione di pene ebreo!) distorce la
mente di un giovane ragazzo, così quando torna la sua
donna lui la uccide a sangue freddo incorniciando di
materia cerebrale il muro 3)Sotto una pioggia scrosciante
un uomo depresso, si sfoga di fronte ad una donna. Ella
,per commiserazione, decide di sparagli ma siccome non
aveva caricato il colpo in canna fa cilecca. Lui prende
la pistola e fa partire il colpo 4)Varie inquadrature
e carrellate ci mostrano la struttura di un ponte, dove
in ogni sequenza compaiono i nomi delle persone tuffatesi
nel baratro 5)Una donna e la sua solitudine: dalla finestra
riesce a vedere una felice giovane coppia che si scambia
sorrisi e carezze,nella donna cresce una forte forma
d'invidia e cosi' decide di tramortirli placando la
visione di felicità che la tormentava nelle sue
insulse giornate 6)Un ragazzo escogita una attrezzatura
da ripresa per registrare in pellicola un concerto rock,
quando entra nel locale(guardando sotto l'ottica soggettiva
del protagonista) inizia a sparare all'impazzata sulla
band e sul pubblico,poi , terminata la soggettiva, scopriamo
che era il ragazzo del secondo episodio, quello influenzato
dal film nazi; 7)Un forte mal di testa che stringe la
sua terribile morsa sulle tempie indifese di un ragazzo.
Il dolore ondeggia spinoso dentro la sua calotta cranica,lui
deve placare tale martirio dando violente testate sul
muro...forte...sempre più forte.... Questo autentico
capolavoro è un film che esce dai soliti canoni horror/splatter
in circolazione,indubbiamente da classificare come cinema
d'avanguardia. Per tutta la durata della pellicola riusciamo
ad immergeci in un concetto di morte pura, assoluta,
una morte lieve,viziosa, attanagliante tra i suoi personaggi
disperati, rinchiusi in un'ambiente misantropo creato
dal mondo esterno o da loro stessi. L'indole di morte
che emerge dalla mente distorta del maestro (Buttgereit),
non è la tipica morte violenta o plateale, essa raggiunge
un concetto di liberazione totale . Il senso di realtà
decadente della società moderna traspare nell'episodio
del ponte (e non solo), che viene visto come un luogo
dove l'esistenza finisce. Tra un episodio e l'altro
compare un corpo nudo, fermo, inerte che pian piano
si decompone, si spacca, deteriorandosi seguendo le
leggi imposte dalla natura, quasi a farci intendere
la visione atea su quello che viene dopo la vita: carne
con vermi brulicanti. Questo Der Todesking può sembrare
inquietante, disperato, depressivo, ma alla fine si
scopre che agli occhi di una bambina (inquadratura conclusiva
del film) strappa un candido sorriso, perchè nell'ottica
fanciullesca tutto può sembrare magico...io guardando
questo film mi sono sentito bambino, piccolo e mi sono
arreso alla maestosità infinita del "re della morte".
Molti si chiederanno:"che cos'è la morte?"...guardate
questo film e troverete sette e più risposte ma nessuna
di essa sarà quella esatta.
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