Filmetto del 1983, caduto nel dimenticatoio, che narra di un pianoforte maledetto, le cui note sono in grado di rievocare antichi demoni sanguinari. Tali presenze infernali sono legate a doppio filo al passato della cittadina di Ludlow dove, per il bicentenario della fondazione, proprio il vecchio pianoforte viene recuperato ed esposto come opera di valore storico. Chiaramente alle prime note strimpellate, i demoni verranno fuori per far man bassa delle anime dei paesani. La cosa più buffa ed interessante del film in questione sono le strane similitudini fra quest'ultimo e il nostrano “Paganini Horror” di Luigi Cozzi come ad esempio le note che, se combinate in modo particolare, aprono e chiudono varchi dimensionali, lo strumento musicale (qui un pianoforte, nel film italiano lo stradivari) visto come oggetto demoniaco oppure la barriera invisibile che impedisce la fuga ai malcapitati. Sicuramente più solido del film di Cozzi, questo “Demons of Ludlow” dimostra una certa capacità da parte del regista Rebane di creare momenti “onirici” piuttosto macabri e gore. Ma il ritmo è lento in modo esasperante e la trama non trova intrecci avvincenti, restando monocorde e tediosa. Escludendo i pochi momenti prettamente sanguinolenti, la pellicola arriva alla fine senza regalare nessun attimo di tensione, perdendo l'atmosfera da horror rurale che si era venuta a creare nei primi 20 minuti e scivolando sempre più spesso nel ridicolo involontario. E' vero che il budget era esiguo, ma anche le idee sono venute a mancare clamorosamente. Passate oltre.