Ricordo ancora quando lo proiettarono nel cinema del paese dove risiedo attualmente. Ero assolutamente solo in sala, a vedere questo film. Un bambino di 12 anni con, a disposizione, tutta la platea e, davanti a lui, un horror “vietato ai minori di 14 anni” . Che meraviglia . “I delitti del gatto nero” è un piacevole horror con forti venature ironiche, composto da 3 episodi legati da un bizzarro “filo conduttore”. A raccontarci queste tre storie è , difatti, un antipatico bambino che una simpatica signora ( interpretata dalla sempre incantevole Deborah Harry, “Videodrome” ) vorrebbe giustamente cuocere nel forno per offrirlo agli amici per cena. Così, mentre aspettiamo che il forno raggiunga la giusta temperatura, la vittima predestinata comincia a leggerci alcuni racconti… Nel primo assistiamo al risveglio di una antica mummia egiziana ( un po' goffa, a dire il vero ) pronta a far danni. Nel secondo un serial killer viene assoldato da un vecchio e ricchissimo industriale farmaceutico per assassinare un…gatto. Nel terzo, una promessa non mantenuta costerà molto caro ad un giovane artista. Diretto da John Harrison ( autore di molte colonne sonore di film horror, esempio “Il giorno degli zombi” ), questo “I delitti del gatto nero” è un film in grado di regalare qualche brivido seppure sia pellicola senza molte pretese. Il primo episodio è probabilmente il peggiore, piuttosto loffio e insipido nel quale possiamo ammirare un cast di tutto rispetto allora alle prime armi: Steve Buscemi, Cristian Slater e la sempre bellissima Julianne Moore. Andiamo molto meglio con il secondo, sceneggiato da Sua Maestà George Romero e diretto con eleganza e un ottimo gioco di luci ed ombre. Impressionanti le scene splatter che concludono l'episodio. Il terzo è da ricordare soprattutto per le bellissima creatura che appare all'inizio e alla fine. Peccato per il modo nel quale si conclude la vicenda del bambino e della sua “cuoca” …evidentemente un po' “tirata via”. In definitiva comunque un buon prodotto, tranquillamente noleggiabile per trascorrere un'ora e mezzo senza annoiarsi e per gustare un certo tipo di cinema di genere che, forse, oggi non si dirige più.