Prodotto a basso costo del 2005, realizzato in digitale direttamente per il mercato home-video, che prende spunto dal triste caso di un ospedale, realmente esistito, costruito attorno agli anni '20, in una cittadina del Kentucky, per arginare un tremendo focolaio di tubercolosi che portò alla morte centinaia di persone. La storia vede cinque studentesse che vengono imprigionate all'interno dell'ospedale abbandonato, per uno stupido gioco di “iniziazione” collegiale, e che dovranno passare 5 ore nel lugubre posto. Ovviamente gli spiriti inquieti dei defunti non tarderanno a seminare terrore. Una trama che si riassume in due righe, trita e ritrita, poteva dar origine ad un b-movie prevedibile ma comunque decoroso. Ciò non accade con questo “Death Tunnel” che riesce a risultare tremendamente vacuo e confuso nonostante le premesse elementari. Colpa di una regia da videoclip sfrenato che, abusando di effetti sonori ed effetti rallenty o accelerati, riesce soltanto a snervare lo spettatore. La sceneggiatura è quasi inesistente e la mancanza di idee palese. Dopo i primi 15 minuti, il tedio avvolge l'intera vicenda e non basta la fotografia lugubre, pesantemente filtrata in post-produzione, e qualche momento sanguinoso a rendere coinvolgente la storia. Scopiazzamenti vari (altro che citazioni…) da “Saw”, “Ring” e addirittura “Operazione Paura” del nostro Bava, non fanno altro che affondare maggiormente la baracca. Passate oltre.