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DEAD END
di Jean-Baptiste Andrea & Fabrice Canepa

E' la sera di Natale, e la famiglia Harrington (padre, madre, figlio, figlia e fidanzato della figlia) si stanno recando in automobile verso il consueto cenone con i parenti, come fanno oramai da vent'anni. Stavolta però al posto della solita interstatale hanno preferito scegliere una scorciatoia: sarà l'inizio di un incubo. La trama è tutta qui, ma il film non concede un attimo di respiro; senza inutili lungaggini, Dead End è un horror che fa dell'essenzialità il suo punto di forza (a tratti ricorda “Jeepers Creepers”), teso, godibile e condito da una forte dose d'ironia, la quale però costituisce anche la sua croce e delizia: se in alcuni momenti infatti lo humour nero stempera la tensione in maniera gustosa, in altri stona decisamente, facendo scadere il tutto nel demenziale. E poi c'è quel finale che, seppur discretamente congegnato, rientra nella recente tradizione – vedi “Donnie Darko”, ma non solo – di voler stupire a tutti i costi, pur di riuscire a sbrogliare la matassa in qualsiasi modo. Il film ha vinto il Gran premio del pubblico al festival di San Sebastian del 2003.

VOTO: 6,5

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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