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LA DEA CANNIBALE
(WHITE CANNIBAL QUEEN - SEXO CANIBAL - BARBARIAN GODDESS - MONDO CANNIBALE)
di
Jess Franco

Seconda incursione nel cannibal-movie da parte di Franco con questo film la cui paternità è sempre stata incerta. C'è chi attribuisce la regia a Julio Perez Tabernero che è stato uno degli operatori macchina di Jess Franco. In realtà "La Dea Cannibale" fu diretto da Franco stesso che fece realizzare, lo stesso anno e nelle stesse locations, "Cannibal Terror (Terror Canibal)" a Tabernero. Rispetto al "Cacciatore di Uomini" questo film risulta più ritmato, più gore e di maggior intrattenimento. Una famigliola viene aggredita dai cannibali mentre si trova a Malawi. Al massacro sopravvivono padre (mutilato di un braccio) e figlioletta. Quest'ultima viene presa dai cannibali e venerata come una dea per la sua pelle bianca ed il chiarore dei suoi capelli. Ma il padre, smanioso di riaver con se la figlia, decide di ritornare fra i cannibali con una spedizione. Ci rimetteranno tutti le penne fin quando l'uomo sopravvisuto dovrà scontrarsi con il capo tribù dei selvaggi per potersi riprendere la figliola. Fumettistico e grossolano "La Dea Cannibale" è un film figlio delle sregolatezze di regia e del miserrimo budget. Zoomate continue, rallenty esasperati, audio con abbondanza di eco distorto e scene gore prolungate oltremodo. Tutto questo appartiene allo stile di Franco che comunque riesce ad infondere buon ritmo alla vicenda. Le locations sono bruttine ed i cannibali non proprio credibili ma veder Al Cliver che vaga nella giungla monco di un braccio è uno spasso. Ovviamente non è possibile paragonare questo film con i ben più feroci e validi prodotti italiani del tempo.

VOTO: 5,5

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