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DARK WATER
( HONOGURAI MIZU NO SOKO KARA )
di Hideo Nakata

Una donna divorziata riesce ad ottenere l’affidamento provvisorio della figlia. I due vanno a vivere in un appartamento sito in un condominio dall’aspetto decadente. La loro vita non scorre felicemente poiché i problemi fra madre e figlia sono piuttosto forti. La donna non riesce a far collimare il lavoro con le giuste cure per la bambina che spesso si trova ad essere sola e triste. Inoltre c’è qualcosa che non va nel posto in cui vivono…una strana macchia d’umidità nel soffitto della stanza da letto, passi che provengono da un appartamento disabitato, apparizioni inquietanti ed un clima di tensione sempre crescente. Fino allo sconvolgente finale. L’ultimo film di Hideo Nakata è visivamente affascinante e molto maturo a livello di tematiche trattate e stile di regia. Non ha l’originalità dirompente e la tensione incredibile di “Ring (Ringu)” ma è una “ghost story” molto profonda ed inquietante. La figura del bambino è di nuovo usata da Nakata, ma è vista sotto l’ottica dell’amore infranto e della continua ricerca di affetti familiari. La stessa famiglia è un organismo disgregato, una ferita aperta carica di rimorsi e dolore. Se “Ring (Ringu)” ammiccava leggermente a modelli occidentali (pur mantenendo una sua forte personalità invero) questo “Dark Water” è un film completamente orientale per tematiche, simbolismi e ritmo narrativo. L’acqua, elemento naturale di grande valore simbolico per i giapponesi, è qui il fulcro della vita, della morte e della rinascita dell’individuo (molto bella la scena del film in cui una vecchia cisterna dell’acqua viene sfruttata come metafora del grembo materno). Impeccabile lo stile di regia di Nakata che unisce il suo gusto per l’immagine e per i dettagli con una narrazione cadenzata e carica di tensione. Il ritmo dilatato della pellicola potrà non accontentare alcuni palati occidentali avvezzi esclusivamente a montaggi serrati e sviluppi narrativi vertiginosi. Chi, invece, ama anche farsi cullare da immagini pittoriche alternate a silenzi inquietanti, potrà apprezzarlo. Ottimo il reparto recitativo e notevole la scena-citazione dal capolavoro “Shining”. .

VOTO: 7,5

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