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DARKNESS
di Jaume Balaguerò
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Le premesse per
un bel film horror c'erano tutte: dai nomi che possiamo
leggere nei titoli di testa ( Brian Yuzna come produttore,
Giancarlo Giannini, Lena Olin e Anna Paquin come interpreti
) al soggetto tutt'altro che disprezzabile, all'uso
della fotografia davvero molto bello e aggiungiamo anche
un elegante stile registico di Balguerò ( il
regista di "Nameless"
).
Invece, in questo "Darkness", qualcosa non
ha funzionato come doveva.
Il film si apre con un prologo nel quale vediamo veloci
flash di bambini spaventati all'interno di una casa
che vengono massacrati da una entità non ben
definita. Uno di loro però riesce a fuggire.
Passano 40 anni e, all'interno di questa casa, va ad
abitare una famiglia composta da padre, madre, figlia
e un bambino piccolo.
Una casa apparentemente normale...vista da fuori, ma
che invece nasconde al suo interno terribili segreti
e che, ovviamente, chiederà il necessario tributo
di sangue.
Sì perchè il rito iniziato 40 anni prima...le
gole di 7 bambini sgozzate da persone che vogliono loro
bene ( tra l'altro non è ben chiaro il motivo
di questo sacrificio...) è rimasto incompiuto...manca
un ultimo tassello per completare il quadro. Ovviamente
passa un lasso così lungo di tempo perchè
il sacrificio deve essere eseguito durante la solita
eclisse totale di sole..
Il film, nonostante abbia dei buoni momenti ( bellissimo
il finale, bella l'idea di descrivere il buio come "habitat"
di creature infernali... ), alla fine risulta troppo
ammiccante, ripetitivo, a tratti stucchevole, ed è
troppo lento a decollare.
Le citazioni si sprecano...evidente quella da "Shining"
( il padre, durante la vicenda, avrà degli strani
disturbi mentali...), da "Poltergeist" ( oggetti
che si muovono misteriosamente, luci che si spengono
e si accendono all'improvviso...) da "Inferno"
o "Suspiria" ( date un'occhiata ad alcune
vetrate della casa...) un pizzico di "Sesto senso"
e "Rosemary's
Baby" e chi più
ne ha più ne metta...
Straordinaria la somiglianza del bambino con il protagonista
del terzo episodio del film "Ai confini della realtà",
quello diretto da Joe Dante.
In definitiva un film più fumoso che altro che
comunque alza leggermente la media qualitativa delle
porcherie che spesso gli incauti distributori italiani
ci propinano..
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VOTO: 5,5
RECENSIONE DI
FILIPPO
FASSINO
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