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CREEPSHOW 3
di Ana Clavell & James Glenn Dudelson
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Gli americani sono incredibili. Nel cinema poi, toccano vertici di pragmatismo economico quasi scioccante. Non bastava l'Asylum che clona con budget minuscoli e titoli farlocchi le grandi produzioni, ora c'è anche la Taurus Entertainement che opta per una strada ancor più subdola, se possibile. I nostri difatti, in passato distributori anche di b-movies di un certo rilievo, ora pagano i diritti per lo sfruttamento di alcuni film horror piuttosto celebri e poi realizzano con rapidità e approssimazione lungometraggi che nulla c'entrano con i titoli che portano. Se “Day of the dead 2: Contagium” era un buon esempio di questo metodo di lavoro, “Creepshow 3” ne è l'alfiere assoluto. Praticamente cinque cortometraggi horror, collegati alla meno peggio fra di loro, che esulano completamente dallo stile della saga, rinunciano ai racconti di Stephen King, omettono la presenza di Zio Creepy , come narratore, ed azzerano le animazioni a cartoon in favore di sporadici e blandissimi interventi animati in computer graphic. E pensare a chi noleggia il film sperando in un nuovo frizzante capitolo, che riporti ai fasti perduti dell'horror anni '80, e che invece si ritrova di fronte questo insulso filmetto, è una cosa che fa rabbia. Si perché “Creepshow 3” è un film ad episodi brutto, povero di idee e realizzato in modo frettoloso e sciatto, che ha l'aggravante di portare anche un titolo importante, che mette in luce ancor più la bassezza dell'operazione commerciale. Poco da dire sul resto, se non che le cinque storie sono prevedibili, narrate in modo piatto con un pizzico di gore ed un'ironia scialba. Forse solo l'ultima, che si rifà chiaramente all'episodio dell'autostoppista di “Creepshow 2” , ha qualche momento divertente , grazie anche all'istrionismo dell'attore protagonista (Kris Allen). In arrivo anche quarto capitolo nel 2008, sempre prodotto e distribuito dalla Taurus. Basta dai…
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VOTO: 2
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