Coproduzione anglo-tedesca datata 2004, ma uscita nelle nostre sale solo un anno dopo e con scarsi esiti. L'elementare plot vede una giovane che si addormenta all'interno di una subway londinese e che al risveglio si troverà preda di un folle e deforme maniaco. Quest'ultimo vive nelle profondità recondite della metropolitana e passa il suo tempo a dar la caccia agli esseri umani (evidentemente in molti, a Londra, si addormentano e/o si perdono nella metropolitana…). Sarà una caccia spietata all'interno dei labirintici cunicoli della metro. Solo il buon ritmo sostiene questa pellicola che si presenta come un onesto horror di serie C, senza pretese e con una discreta dose di sangue. La sceneggiatura è l'evidente punto debole poiché manca quasi totalmente di logicità, è spesso infarcita di abusati luoghi comuni e sciorina dei dialoghi ignobili. La regia di Smith è piuttosto rozza, anche se non mancano un paio di spunti notevoli, e sembra attingere, in alcuni momenti e per certe atmosfere, dal nostro Fulci (specie nelle sequenze iniziali, nei cupi meandri delle fogne). Lo spunto iniziale del film ricorda “Non prendete quel metrò (Raw Meat)” di Sherman ma poi la vicenda prende altri binari (scusate il gioco di parole). Nel cast c'è Franka Potente che più che recitare si limita a correre a perdifiato e urlare. La figura dello psychokiller è discreta, anche se resta incomprensibile la sua psicologia anche perché pare che i vari flashback che illustrano il suo passato sono stati tagliati via in fase di montaggio. Il fatto che il maniaco sia una sorta di dottore assassino ha dato l'opportunità ai distributori italiani di accodarsi alla moda lanciata da “Saw – L'enigmista” e di appioppare quindi il sottotitolo “Il chirurgo” al film in questione, per tentare di creare una qualche associazione mentale nello spettatore. Cosa non si fa per vendere qualche biglietto in più, eh?