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Nel paesino di
Sleepy Rock l’orrore si scatena. Un ragazzo viene
ferito da una sorta di “bigfoot” e contrae
un tipo di morbo inquietante. Difatti ogni oggetto che
viene a contatto col corpo del giovane diviene infetto
e causa una morte atroce a chi lo tocca. Nel paesino
si scatena il panico e la gente inizia a nutrire sospetti,
terrore e rabbia per chiunque. Da qui all’esplodere
della violenza selvaggia il passo è breve…Un’idea
di partenza molto interessante viene penalizzata da
una sceneggiatura poco efficace e da un budget risibile.
Il regista White, qui alla sua unica prova dietro la
macchina da presa, ha buoni spunti ma non riesce sempre
a tener sotto controllo il film. Pertanto assistiamo
a momenti d’impatto notevole alternati ad altri
che sembrano perlopiù intermezzi per garantire
il metraggio necessario alla pellicola. La vena di acida
critica nei confronti dell’ipocrisia della società
colpisce nel segno comunque e White non fa prigionieri
mettendo sul banco d’accusa tutti: preti, dottori
e famiglie intere. La falsità, l’avidità,
la strumentalizzazione degli ideali, la violenza sono
le caratteristiche che emergono dai personaggi del film,
nessuno dei quali risulta minimamente positivo. Ben
presente il gore con effetti speciali economici ma piuttosto
efficaci (il migliore forse, è quello in cui
una donna si fonde orribilmente con uno specchio contaminato
dal morbo). In definitiva un b-movie interessante ed
originale che avrebbe meritato una confezione migliore
(oltretutto il pessimo doppiaggio italiano non aiuta...).
Datato 1987..
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