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Una donna dà alla luce tre bambini, due maschi e una femmina, durante un'eclisse solare. L'allineamento del sole, della luna e di Saturno, influisce malignamente sul carattere dei piccoli tramutandoli in feroci e metodici assassini. Il diabolico ed insospettabile trio, giunto al decimo compleanno, decide di fare carneficina della pacifica comunità in cui vive. Un loro compagno di scuola, assieme alla sorella maggiore, si adopererà nel tentativo di fermarli. Datato 1981 e uscito in sordina da noi quasi 4 anni dopo, “Bloody Birthday” si rivela un b-movie sorprendente e sceneggiato con un notevole senso del ritmo e della tensione, tali da far chiudere un occhio su alcune falle di logica nella vicenda. Fra gli svariati bambini-killer della storia del cinema horror, i tre piccoli mostri del film in questione si piazzano fra i più crudeli ed inquietanti, grazie anche alle ottime performances recitative. Visi da angioletti che nascondo anime mostruose in balia di pulsioni sessuali ed omicide, demoni travestiti da individui innocenti ed insospettabili in un mondo fatto di adulti ciechi, tronfi ed assonnati, autentico terreno fertile per il male. Ed Hunt , artigiano dotato di una personale visione ed interpretazione di alcuni stilemi del cinema horror e di fantascienza, dirige in modo didascalico ma efficace, con un ottimo utilizzo di inquadrature minacciose e ben assistito dalle musiche angoscianti di Curt Sobel.
Un titolo da recuperare.
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