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Un reduce dal
vietnam ,traumatizzato per le atroci violenze subite
e fatte in guerra, vive in un tugurio assieme alla moglie
ed al figlio idrocefalo. Il precario equilibrio mentale
del giovane e' messo a dura prova da tutto lo squallore,la
poverta' e la violenza che lo circonda fintanto che
,dopo l'ennesimo pestaggio subito da parte di alcuni
spacciatori, egli non perdera' del tutto il senno compiendo
una strage. Infine,tornato a casa, l'ex-marine farà
fuori la moglie ed il figlio (che tra l'altro infila
dentro il forno in una scena allucinante!) e concludera'
il bagno di sangue sparandosi in testa. Buddy Giovinazzo
presento' quest'opera come tesi di laurea all'accademia
del cinema, poi la Troma ebbe il coraggio di distribuirlo
in cassetta modificando la locandina in modo da far
passar il film per un rambo-movie.In realta' COMBAT
SHOCK e' un piccolo depressivo gioiello di cinema realista
in stile "Taxi driver".Ottima la prova recitativa di
Ricky Giovinazzo, fratello del regista, e sicuramente
interessante la regia. C'è un'atmosfera sporca e malata..c'è
l'esplosione della violenza grafica..ci sono i luridi
vicoli di periferia e la solitudine di un innocente
rimasto vittima di una guerra che non ha mai voluto..una
guera che e' finita per molti,ma non per lui. Credo
sia doveroso citare il breve dialogo che il protagonista
ha al telefono con il padre, il quale dopo averlo cercato
per anni ora non lo rivuole piu' con lui: "papà ho bisogno
di soldi,ho bisogno di una famiglia" "è tardi figliolo..tardi.."
"papaà non mi puoi lasciare cosi'.." "e' tardi figlio..non
posso..non voglio tornare indietro" "papa'…io torno
indietro tutti giorni"
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