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COLIC
(DEK HEN PEE)
di Patchanon Thammajira

Produzione tailandese del 2006 che, per narrare la consueta storia di spiriti e possessioni orientale, sfrutta un'idea di partenza piuttosto originale. I bambini appena nati, fino ai 6 mesi di età, spesso soffrono di coliche che causano dolori e conseguente pianto. Una cosa piuttosto comune che accade anche alla coppia di neo-sposi , protagonista del film in questione. Ma il loro bambino piange davvero troppo e troppo spesso, tanto da rovinare il sonno ai genitori, mandare in malora il loro rapporto e, dulcis in fundo, causare strani “incidenti” letali. La medicina non sembra poter risolvere il problema e così la coppia si rivolge ad un santone che li ammonisce della presenza di uno spirito malvagio che si è incarnato nel loro pargolo e che ha intenzione di trascinarlo all'inferno…assieme a chi gli sta intorno per difenderlo. Tecnicamente pregevole, “Colic” ha un'atmosfera che oscilla fra l'inquietante e l'eccessivamente statico, colpa anche di una sceneggiatura che ha poche frecce al suo arco, nonostante tenti la via dell'horror psicologico. Peccato che la struttura sin troppo monocorde infici sulla qualità finale del film, altrimenti ineccepibile a livello visivo. Potente ed efficace il commento sonoro così come validi gli effetti speciali di trucco che regalano alcuni momenti splatter notevoli (uno su tutti, la visione del neonato che infila la mano in un frullatore acceso…brrr…). Decisamente meno efficaci gli interventi in CG, spesso palesemente posticci. Evidenti i debiti nei confronti di “Final Destination” nelle scene in cui avvengono i “casuali” incidenti mortali e fra tutti va segnalata la scena in cui i “nostri” se la vedono brutta contro una cucitrice ed una sparachiodi impazzite. Momenti effettivi a parte, il film mostra limiti narrativi ed una certa prevedibilità (che strappa anche qualche sbadiglio) che potevano essere evitate con maggior sforzo creativo, in fase di scrittura. Discreta la prova dei due protagonisti Pimpan Chalaikupp e Vittaya Wasukraipaisan, giovani volti noti nel panorama horror tailandese, che delineano con sufficiente credibilità il disgregamento del loro rapporto di coppia e le paure nell'affrontare la crescita del loro bambino.

VOTO: 6,5

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