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Jessie è disperata. Lei e suo marito provano da anni ad avere un bambino, ma purtroppo la gravidanza sembra non voler giungere mai. Evan è un giovane con turbe mentali che s'innamora di Jessie e, durante una notte di bagordi, fa sesso con lei. Poco tempo dopo, la donna scopre di essere incinta. Terrorizzata dal fatto che il figlio possa essere frutto della scappatella, mente al marito e valuta la possibilità di abortire segretamente. Ma Evan vuole Jessie, e il bimbo che porta in grembo, e scatenerà una spirale di violenza ed orrore per ottenere ciò che desidera. Co-produzione anglo-australiana del 2009, che mette in scena un thriller/horror di buon impatto che si avvale di una notevole fotografia che valorizza le desolate e spettrali locations in cui la vicenda si svolge. Il regista Glasson è all'esordio, ma dimostra un'eccellente cura formale del prodotto attraverso l'uso di inquadrature di grande effetto al servizio di un storia che scava, più profondamente di ciò che si potrebbe pensare, nelle problematiche della crisi di coppia e del bisogno d'amore che può spingere alla disperazione l'essere umano. Salta alla mente il rimando ad “Attrazione Fatale”, ma “Coffin Rock” spinge decisamente di più sul pedale della violenza e della morbosità, ammantando il tutto in un'atmosfera costantemente cupa e priva di speranza. Peccato che la sceneggiatura preveda, nella parte finale, un crescendo di tensione che viene stemperato da una repentina soluzione catartica (poco credibile) atta ad aprire uno spiraglio di speranza (altrettanto poco credibile, visto il precipitare degli eventi). Decisamente intensa la prova di Sam Parsonson, nel ruolo del folle Evan. Presentato alla 7° edizione del Ravenna Nightmare Festival.
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