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THE CHILDREN
di Tom Shankland
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La vacanza in baita, fra le innevate montagne, si trasforma in un incubo per due allegre famigliole con pargoli al seguito. Un virus (sulla cui origine non ci viene fornita spiegazione) contamina i bambini e, dopo una breve fase d'incubazione in cui i piccoli accusano dolori e vomitano, sembra attaccare le cellule cerebrali causando follia ed aggressività. Gli adulti tardano ad accorgersi di ciò che accade e così i bambini infetti daranno il via ad una spietata mattanza. Produzione inglese del 2008 che, sulla scia di “Eden Lake”, ripropone la tematica dei minorenni killer prendendo a prestito idee ed ambientazioni da almeno mezza dozzina di film degli anni '70 e '80. Escludendo il classico “Il villaggio dei dannati”, “The Children” sembra avvicinarsi maggiormente a “Come si può uccidere un bambino ?” di Ibanez Serrador, per quanto concerne il tema del contagio, e “Devil Times Five” di MacGregor per l'ambientazione nella casa isolata. Fortunatamente il film di Shankland non vive di soli debiti ma ha dalla sua un ottimo ritmo e delle soluzioni visive efficaci, accompagnate da un tappeto sonoro destabilizzante e onnipresente, che rendono particolarmente tesa la vicenda. Plot elementare e intreccio scarno, violenza grafica con improvvise esplosioni (terribile la scena della matita infilata nell'occhio) e elementi sessuali che più volte vengono inseriti (o suggeriti) atti a solleticare morbosamente la platea. Il film termina con un finale (prevedibilmente) inquietante, che però riesce a chiudere la vicenda prima che questa rischi di scivolare nell'eccessiva ripetitività. Notevole il lavoro svolto sui bambini protagonisti del film che, guidati a dovere dalla regia e truccati ottimamente, suscitano più di un brivido per la loro “crudele innocenza”. In definitiva un buon prodotto di genere, che non fa gridare al miracolo, ma che intrattiene a dovere. Da non confondere con l'omonimo “The Children” del 1980.
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VOTO: 6,5
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