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LA CHIESA
di Michele Soavi

Discreta prova di Michele Soavi, fedele discepolo di Dario Argento, che con la Chiesa ci propone una variante sul tema delle case infestate che risulta a tratti convincente a tratti meno. Sfruttando un cliché forse fin troppo ovvio la trama vede la Chiesa costruita su una fossa comune nella quale erano state gettate centinaia di persone ritenute eretiche; uno sprovveduto bibliotecario fa riaffiorare il male sepolto che ora vuole, giustamente, vendicarsi dei torti subiti uccidendo tutte le persone intrappolate nella Chiesa. Lodevole , al contrario, l'intuizione di non basare il film solo su una casupola sperduta assediata dai mostri ma di costruire una trama che ha anche dei richiami storici, infatti alcune atmosfere evocate dall'accoppiata musica d'atmosfera-luogo sacro sono davvero azzeccate e soprattutto nella prima parte il richiamo al passato inquisitorio rende il film interessante e lascia una certa curiosità. Purtroppo il film rallenta nella parte centrale (dopo che le persone sono state intrappolate nella Chiesa) quando dovrebbe, invece, cominciare il bello, lasciando lo spettatore senza abbastanza "indizi" per supporre una prosecuzione ma anche all'asciutto di scene particolarmente forti per tenerlo incollato al video. Come se non bastasse la trama si fa un po' dispersiva in questa fase, il che non aiuta di certo. Il finale (che mi ha fatto ripensare, non so perché, a "Il nome della rosa") si risolleva un pochino con il risveglio dei morti e con l'ultimo superstite che interpretando alcune scritture riesce a evitare il peggio (non vi dico come perché è la cosa più interessante del film). Da citare nel finale un amplesso donna-"Satana" che omaggia (copia?) quello del bellissimo Rosemary's Baby. Interessante, ma si poteva fare di meglio.

VOTO: 6,5

RECENSIONE DI

DAVIDE "DE" MASPERO

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