...torna all'indice


THE CELL
di Tarsem Singh

Ma chi l'ha detto che un regista di videoclip debba per forza partorire un film "videoclipparo"? Bollato dalla critica come un inutile esercizio di stile barocco, questo "The cell" si rivela invece come una delle migliori proposte cinematografiche della stagione: un film travolgente, adrenalinico, avviluppante nel suo continuo alternare deliri magniloquenti a tocchi deliziosi, ma vediamo di entrare nel dettaglio. Innanzi tutto va chiarita una cosa: "The cell" non va confuso nel mazzo dei film che puntano tutto sulla resa esteriore. Fotografia e costumi sono senz'altro gli aspetti pił appariscenti, ma l'essenza e la forza del film sono altrove. Parlo della perfetta padronanza del mezzo tecnico (Tarsem ha un virtuosismo "di tenuta" che non pesa affatto sulla narrazione, come avviene invece, per esempio, in Sam Raimi), del ritmo bruciante nelle sequenze d'azione, del senso di leggerezza limbica alla "Barone di Munchausen" che ammanta il film nel momento in cui si addentra nelle menti dei protagonisti. Non si puo' far passare tutto questo per semplice "maniera videoclippara", a meno di non saper cogliere le brillanti scelte di regia e la potenza visionaria che il film sprigiona a tutta forza appena sotto la patina estetizzante. Che poi il film si regga anche su elementi narrativi codificati (la sinossi e' la stessa di tanti altri film imperniati sul triangolo detective, vittima e serial killer) ci puo' tranquillamente stare: quello di Tarsem rimane comunque uno stile autentico: rigoroso -a suo modo- nella forma, e robusto nei risvolti horror; non siamo dinanzi alla semplice "esibizione di uno stile", come invece certa critica insipiente ha voluto far credere.

VOTO: 7,5

RECENSIONE DI

MAURIZIO ANTONINI

...indietro