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CATTIVE INCLINAZIONI
di Pier Francesco Campanella

In un condominio di Roma un ignoto assassino uccide una maestrina scostumata servendosi di una squadra geometrica (da qui il titolo? però!), fornendo un interessante spunto a una serie di emuli. Mentre i giornalisti ci ricamano sopra, il commissario capo ha fretta di chiudere il caso ed è convinto di aver già capito tutto, ma per fortuna c'è la solita p.m. bella e in carriera che non crede che tutto sia come sembri. Campanella punta il dito contro la TV spazzatura utilizzando la sua stessa arma, la sciatteria: peccato però che per riuscire in operazioni del genere occorra una mano ben più leggera… Qua è tutto talmente mostruoso che ci si crede solo se lo si vede (suona come una minaccia, lo so); regia, sceneggiatura, dialoghi, recitazione e montaggio vanno decisamente al di là dell'umana immaginazione, e ci vuole un'incredulità grossa così per pensare che sia tutto voluto e in linea con il messaggio del film. Il colpo di grazia poi lo assesta Franco Nero, farfugliando sciocchezze sulla giustizia vestito da barbone. D'accordo, è da ammirare il tentativo di ridare vita a un genere – il thriller pieno di sangue e tette – che in Italia non si pratica più da decenni, ma se i risultati devono essere questi c'è poco da stare allegri. Neanche trash, neanche ridicolo involontario, solamente tanto sconforto. Per chi scrive, 91 minuti tra i più strazianti e insostenibili di sempre come spettatore.
Non che le aspettative fossero alte, ma la prossima volta mi noleggio un porno.

VOTO: 1

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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