...torna all'indice NIGHTMARE-Dal profondo della notte-(NIGHTMARE ON ELM STREET) di Wes Craven


LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO
di Pupi Avati

Solamente un anno dopo dal quale il pubblico restò travolto dal caso "PROFONDO ROSSO" un regista emiliano Pupi Avati (che prima di allora si era dedicato a tutt'altro genere di film..) sconvolse le platee nazionali con un film ormai considerato CULT.La trama in poche parole: un restauratore , Stefano, si reca in un paesino della pianura padana per ristrutturare un dipinto situato nella chiesa del luogo , esattamente "Il massacro di S.Sebastiano".Dal parroco viene a sapere che l'autore del quadro era un individuo pazzo che si uccise anni prima senza che il suo cadavere venne mai rinvenuto.Con il passare del tempo Stefano solo grazie all'aiuto di un'autista e di una ragazza con la quale intreccia un legame amoroso viene a conoscenza di certi segreti inimmaginabili riguardanti il pittore e le sue due sorelle.Si mormora che l'artista ritraesse la gente in punto di morte al culmine di orge sfrenate fra lui,le sue sorelle e la vittima torturata crudelmente.Tutto cio' avveniva in un luogo maledetto, la casa dalle finestre che ridono, chiamato cosi' per la particolarita' delle bocche dipinte attorno alle finestre, con delle grandi labbra dischiuse e sorridenti.A questo punto l'incubo che fino ad allora aveva circondato Stefano e' al culmine in un crescendo di tensione ed orrore visivo che esplode negli ultimi 15 minuti del film.L'epilogo sara' totalmente inaspettato..da lasciare sconvolti, in cui neanche l'ultima inquadratura lascia all'incredulo spettatore la consapevolezza sulla reale fine di quest'incubo. Terrorizzante e disturbante fino al limite di sopportazione e' divenuto un classico del Thriller-horror all'italiana prorpio grazie alle atmosfere depravate e malsane inserite in un contesto in apparenza pacato come quello dell'entroterra padano.Qui la gente conosce segreti che devono restare tali, a riprova del clima di omerta'con cui si scontra il protagonista. Si assiste ad un crescendo da incubo..che avra' per passo il restauro del dipinto…piu' si scopre un pezzo del quadro piu' la vicenda si arricchisce di particolari e situazioni allucinanti.In questa discesa negli inferi ottima e' la performance di Lino Capolicchio- Stefano il quale presta la sua figura non proprio espressiva al prrotagonista dandogli pero' il giusto tocco di incredulita' e terrore che la storia chiede. Pupi Avati , grazie a questo film, sarebbe potuto essere l'unico vero antagonista di Argento nel settore horror,pero' inspiegabilmente viro' completamente vesro le commedie agrodolci di stampo nostalgico ambientate ad inizio secolo o a storie drammatico-esistenziali! Tornando alle origini solamente in 2 occasioni(escludendo il suo esordio nel 1968 con l'horror "BALSAMUS L'UOMO DI SATANA"): la prima nel 1983 con "ZEDER",ottima interpretazione personale del mito degli zombi,ripreso a sua volta da Stephen King nel suo "Cimitero Vivente" e dal relativo film di Mary Lambert e la seconda nel 1996 con il meno riuscito ma pur sempre interessante "L'ARCANO INCANTATORE".Entrambi i film furono ambientati nell'apparente pacifica,solare pianura padana.

VOTO: 9

RECENSIONE DI

LUCA MARGARITELLI

...indietro