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Pete Walker
dirige nel 1975 questa morbosa storia che vede coinvolta
un'attraente ragazza tormentata da un prete psicopatico.
Il prete dopo aver registrato il colloquio avuto con
la giovane nel confessionale incomincia a ricattarla
e, cosa ben più preoccupante, incomincia a "punire"
gli uomini che le girano attorno. Per la ragazza sarà
un'inesorabile discesa nell'incubo. Immerso in un'atmosfera
inquietante il film ci regala l'intensa interpretazione
di Anthony Sharp nei panni del folle prete. Walker,
come sua consuetudine, attacca le istituzioni prendendosela
con la chiesa e con i suoi abusi taciuti da tutti. Il
senso d'impotenza soffoca i protagonisti della storia
che nulla possono contro l'intoccabilità del prete.
Nessuno può credere che un uomo di chiesa sia un assassino
e, soprattutto, nessuno può mai accusarlo cosi' gravemente.
Pertanto padre Xavier Meldrum può continuare indisturbato
a compiere i suoi misfatti protetto com'è dalla paura,
dall'ingenuità e dall'ignoranza comune. Sembra quasi
che il film di Walker sia un manifesto che ritrae il
senso di delusione ed inappagamento. Ognuno dei personaggi
è deluso e represso dalla propria vita (la protagonista
è cosciente d'amare un uomo che la sfrutta, il prete
è impazzito poiché la madre lo ha obbligato a prendere
i voti e rinunciare all'amore) che pare non aver mai
avuto sbocchi nella libertà e nella gioia. Interessanti
anche le musiche del film e la cupa fotografia.
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